13:48 27 Ottobre 2020
Italia
URL abbreviato
5317
Seguici su

Il professore dell'Università di Padova è favorevole alla mascherina in classe, per poter permettere agli alunni di interagire in sicurezza durante le lezioni.

"Le mascherine servono e funzionano", spiega Andrea Crisanti, professore di microbiologia all'università di Padova, durante il suo intervento a Buongiorno, su Skytg24. Lo scienziato ricorda che il maggior veicolo di trasmissione del Sars-Cov-19 è il droplet. 

"Se teniamo gli studenti tutti zitti per ore va bene che non la indossino in classe - osserva il professore - ma non ce la vedo una classe che sta in silenzio per ore. Di fatto aboliamo l'interazione sociale in una classe, perché nel momento in cui si parla si emette droplet. I ragazzi dovrebbero avere a disposizione la mascherina e se parlano se la mettono. Le mascherine andrebbero indossate anche seduti al banco, specialmente se si inizia una conversazione. A scuola si parla".

Tuttavia il virologo dubita della capacità del governo di fornire davvero 11 milioni di mascherine al giorno agli studenti, come promesso dal ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina.

Tamponi

Il fatto che si facciano i tamponi è positivo, ma al momento i test diagnostici sono limitati. Ci si dovrà preparare alla riapertura delle scuole e alla ripartenza dell'attività produttiva, avvenuta in questi giorni. 

"Quelli che facciamo adesso ci bastano appena per controllare la situazione. - spiega Crisanti - L'aumento del numero dei tamponi è una cosa positiva ma consideriamo che le scuole non sono ancora ripartite, che le attività produttive ripartono questa settimana e che ci sono milioni di persone che entrano e escono dall'Italia ogni mese. Ci dovrebbero bastare tra i trecentomila e i quattrocentomila tamponi al giorno".

Ogni persona positiva genera la necessità di "fare cento o centocinquanta tamponi", a seconda del contact tracing. Con la riapertura delle scuole per ogni studente che verrà trovato positivo scatterà immediatamente "il tampone per il ragazzo, per la classe, per gli insegnanti, per i bidelli, per i genitori dei bambini. Ogni persona genera la necessità di fare cento o centocinquanta tamponi".

E la situazione potrebbe peggiorare con le elezioni regionali e il voto del referendum. "Pensiamo alle elezioni con sessantamila sezioni elettorali con scrutatori e rappresentanti di lista che ovviamente vengono esposti alla possibilità di contagio. In Francia dopo le elezioni c'è stata un'esplosione", ricorda il professore.

Tags:
Scuola, Coronavirus, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook