02:28 18 Gennaio 2021
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Mascherina a scuola, i presidi si organizzano per inasprire le sanzioni contro chi non rispetta le regole. Sospensione e 5 in condotta lo spauracchio per far rispettare le regole.

I presidi sono indecisi su quale sanzione scolastica comminare agli alunni che non vorranno indossare la mascherina lì dove le linee guida la impongono.

Cosa prevedere per gli alunni? Una nota sul registro, una sospensione di un giorno magari con l’obbligo di frequenza oppure il 5 in condotta per i recidivi?

L’uso della mascherina a scuola, la distanza fisica e tutte le norme sanitarie per scongiurare la diffusione del nuovo coronavirus negli ambienti scolastici hanno preso il sopravvento sulla didattica.

I banchi monoposto giunti nelle classi di alcuni istituti, le sedie con le rotelle scelte da altri istituti, le scuole che restano in attesa di riceverli e l’impiego dell’Esercito italiano per velocizzare le consegne.

Si cercano affannosamente anche i locali aggiuntivi in quei contesti scolastici dove le dimensioni delle aule non consentono in alcun modo di mantenere la distanza minima di un metro.

Le mascherine a scuola

11 milioni di mascherine giungeranno nelle scuole italiane. Alcuni lotti, insieme agli igienizzanti, sono stati già distribuiti. Le mascherine, ormai prodotte in Italia dalle numerose imprese che hanno convertito la produzione, sono state realizzate di varie misure per adattarsi alle diverse età di studentesse e studenti.

La disciplina scolastica al tempo del Covid-19

Più che mai importante la disciplina a scuola quest’anno diventa un affare di sicurezza e i presidi, che hanno su di loro molte responsabilità, potrebbero quindi calare il pugno di ferro sulla cattedra su quanti non vorranno ascoltare ed attenersi alle regole.

I docenti che disertano

Intanto si diffonde la preoccupazione tra i docenti e molti, in particolare quanti sono affetti da patologie, potrebbero non presentarsi a scuola inviando certificato medico.

Dal mondo della politica gli inviti a non disertare le cattedre sono stati molti e il ministro Azzolina si è detta certa della loro presenza in classe.

Anche perché qualcuno dovrà pur darlo l’esempio del rispetto delle regole alle nuove generazioni e l’abnegazione al proprio dovere.

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Coronavirus, Scuola
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