23:04 29 Settembre 2020
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In un post su Facebook il Ministro degli Esteri difende le ragioni del 'sì', chiamando in causa pareri di costituzionalisti e uno studio dell’istituto Cattaneo

Con la vittoria del 'sì' nel referendum per il taglio dei parlamentari secondo Di Maio "l’Italia tornerà ad essere in linea con gli altri Paesi europei".

Citando lo studio dell'istituto Cattaneo che suggerisce che parlamentari e senatori siano in egual numero poiché condividono le funzioni di rappresentanza, il Ministro degli Esteri ritorce contro il fronte avverso le accuse di populismo.  

"Chissà come la prenderanno ora i fautori del No, gli stessi che mentono dicendo che la riduzione di 345 parlamentari comprometterà la rappresentanza. Inizieranno a chiamarci tutti populisti? Ma non sarà che i veri populisti sono loro?", prova l'esponente del Movimento 5 Stelle. 

Di Maio poi si è rivolto agli stessi parlamentari, accusandoli di voler mantenere i propri privilegi ai danni del popolo con il pretesto della rappresentanza.

"Malgrado tutti i privilegi, per anni sono rimasti immobili, non un passo avanti, chiedendo sacrifici solo ed esclusivamente agli italiani. E oggi cercano persino di usarli, prendendo a pretesto la bugia della rappresentanza solo per tenersi stretto il loro status di privilegiati. Lo trovo desolante", ha accusato Di Maio.

Il ministro ha chiuso il suo intervento con una perentoria indicazione di voto, parlando di "riforma storica".

"Io invece credo che il 20 e il 21 settembre per l’Italia si aprirà una grande opportunità: potremo finalmente avviare quella fase di rinnovamento che darà il via alla modernizzazione del Paese. Davanti abbiamo una riforma storica. La aspettavamo da 40 anni. Scegliamo adesso, o non sceglieremo mai", ha concluso.

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