10:30 19 Settembre 2020
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In un'intervista rilasciata al Corriere della Seria, la professoressa dell'Università della Florida ha parlato degli errori della comunità scientifica, dell'eventualità di una seconda ondata e dell'efficacia dei vaccini.

La pandemia da Covid-19 poteva essere evitata, in molti l'avevano prevista ma non sono state predisposte le misure necessarie per affrontare una minaccia globale per la salute pubblica. Lo ha affermato la virologa Ilaria Capua, professore all’Università della Florida e direttore dell’One health center of excellence,  in un'intervista al Corriere della Sera. 

“La comunità scientifica ha fallito e deve fare autocritica. La pandemia da Covid non è stata un meteorite inaspettato. Era prevedibile e si poteva evitare—come io stessa, alcuni virologi ‘svalvolati’ e persino Bill Gates avevano previsto — Mi auguro che questa emergenza serva da lezione per il futuro“, ha detto la Capua. 

La scienziata si è espressa sulla possibilità di una seconda ondata, precisando che l'eventualità dipenderà dalla "responsabilità collettiva". Non occorrono "i decreti" quanto un'"attiva collaborazione della popolazione".

“L’obiettivo del virus è di infettare tutte le persone che incontra per garantirsi la propria sopravvivenza - ha spiegato - Era illusorio pensare che con l’estate si sarebbe ‘ritirato’. I virus non pensano e non guardano in faccia nessuno: sono macchine“.

In questo momento il contagio riguarda una popolazione più giovane rispetto alla prima ondata che, nella stragrande maggioranza dei casi, non presenta sintomi, ma possono comunque essere un vettore di contagio per i soggetti più fragili ed esposti a complicazioni, ha sottolineato la Capua. 

“E’ questa la nuova sfida: riorganizzare la vita della popolazione a rischio. Non si parla di lockdown, ma di comportamenti consapevoli che possono allontanare il rischio di infezioni. Le regole sono sempre le stesse: mascherine, distanziamento, igiene“.

Efficacia dei vaccini

La virologa apre un margine d'incertezza sul fatto che possa essere sviluppato un vaccino efficace, per via dei casi conclamati di recidiva del virus, indicativi di una immunizzazione non duratura. 

La Capua si dice "sorpresa della sorpresa" suscitata dalla notizia di un ex malato di Covid-19 si sia reinfettato. 

"Uno dei punti interrogativi che ci presenta questo virus - osserva la scienziata - è proprio legata alla risposta immunitaria dell’organismo umano.  Ci chiediamo: gli anticorpi che quest’ultimo produce contro il virus sono protettivi contro le reinfezioni? E per quanto tempo? Non si sa. Ma del resto le reinfezioni succedono anche per altre malattie infettive. E questo getta un’ombra sull’efficacia dei vaccini“.

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