03:03 20 Ottobre 2020
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L'uomo, 44 anni, aveva acquistato un locale in zona Piazza Santa Croce, per il quale aveva fatto un mutuo. Il gesto dovuto all'impossibilità di estinguerne le rate dovuta al calo d'incassi causato dalla pandemia.

Suicida sabato scorso un ristoratore fiorentino di 44 anni.

L'uomo aveva acquistato un locale nella zona di piazza Santa Croce poco prima della pandemia. A breve sarebbe ripreso il pagamento delle rate del muto e la paura di non farcela a causa del calo drastico dei guadagni lo ha portato a compiere l'estremo gesto. 

"In questo periodo stava lavorando poco, come tutti noi. Temeva di non riuscire più a pagare, di aver fatto dei sacrifici inutilmente", ha dichiarato a 'La Nazione' un collega che aveva parlato con la famiglia. 

Sconvolti i commercianti del centro storico di Firenze, sconvolto il presidente della Fipe (associazione leader nel settore delle imprese che svolgono attività di ristorazione e di intrattenimento) e della Confcommercio fiorentina Aldo Cursano.

"Come presidente della Confcommercio fiorentina e della Fipe Toscana esprimo le mie più sentite condoglianze alla famiglia del ristoratore che si è tolto la vita. Quali che siano le ragioni che l’hanno portato al gesto estremo, sento profondamente che la sua morte rappresenta una sconfitta per tutti noi, nessuno escluso. Anche per la nostra categoria, che evidentemente non è riuscita a fare abbastanza per essere davvero vicina agli imprenditori del settore in questo momento di difficoltà", ha dichiarato attraverso una nota alla stampa.

Cursano esprime anche un forte senso di frustrazione e impotenza, poiché l'impegno della sua associazione non è bastato a evitare un simile gesto.

"Abbiamo lottato in tutte le sedi opportune perché venisse riconosciuta la gravità della situazione economica, perché venissero approvate varie forme di sostegno che tutelassero le imprese e l’occupazione, sottolineando sempre il grande valore di un comparto che oltre ad esprimere numeri in termini di fatturato, posti di lavoro, imprese, è anche emblema della tradizione tutta italiana dell’accoglienza. Eppure, il nostro impegno non è bastato a salvare la vita del collega fiorentino", ha dichiarato sconsolato.

A proposito di rappresentanti di categoria, giunte anche le parole del presidente dell’Associazione Ristoratori Fiorentini Marco Stabile e del direttore della Confcommercio Toscana Franco Marinoni.

"Dopo tanti anni di vita investiti per costruire la propria azienda e una posizione sociale, molti di noi ristoratori si ritrovano ad affrontare un azzeramento totale di quanto costruito e ulteriori debiti da affrontare (anche dovuti a tasse che non vengono nemmeno diminuite), senza poter contare su alcun miglioramento in vista. La città del resto è, e non sempre, frequentata da un turismo che non spende, se non nei musei. Ed è probabile che la situazione sarà purtroppo ancora peggiore dal prossimo autunno-inverno. Le istituzioni devono intervenire seriamente", ha dichiarato Stabile oltre a fare le condoglianze alla famiglia. 

Sostegno alla categoria dei ristoratori per fronteggiare il duro periodo di crisi è quanto richiesto anche da Marinoni.

"La vicenda impone una profonda riflessione su quanto si possa e si debba fare per sostenere il dramma sociale di migliaia di famiglie che hanno visto sparire dall’oggi al domani la propria fonte di sostentamento e che, questo è l’aspetto più grave, non vedono prospettive per l’immediato futuro. Non è un problema di alcuni, è il problema di una intera comunità", ha detto.

In Italia, nonostante l'aumento dei nuovi casi di contagio degli ultimi giorni, alcuni uomini di scienza hanno esortato ad evitare catastrofismi, rilevando che negli ospedali la situazione è sotto controllo e che il virus è diventato meno virulento di quanto non fosse all'inizio dell'epidemia.

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