19:35 29 Settembre 2020
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Parole molto severe quelle pronunciate dal vescovo di Rieti mons. Pompili durante l'omelia di commemorazione per il terremoto del 14 agosto 2016. Parole ascoltate in silenzio da Giuseppe Conte.

“Da Amatrice può venire qualcosa di buono? Niente di buono, visto che tutto l’Appennino non ha ‘smosso’ quanto da solo ha mobilitato il ponte di Genova (sic!).”

Sono le parole pacate ma dure pronunciate dal vescovo di Rieti mons. Domenico Pompili, durante la celebrazione della Messa in ricordo dei quattro anni dal terremoto del Centro Italia del 24 agosto 2016, tragico evento che rase al suolo interi paesi che, da allora, restano cumuli di macerie non raccolte.

Alla cerimonia religiosa era presente anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e in sua presenza, Pompili ha aggiunto:

“Eppure – esattamente come il Covid–19 ha creato una netta cesura tra quello che è stato e ciò che sarà dopo – anche il post-terremoto può segnare uno spartiacque per il nostro Paese.”

Parole ascoltate in tutta Italia grazie alla diretta su Rai uno.

Ricostruzione leva potente

“Di sicuro, per tutto il Centro Italia l’investimento edilizio potrebbe rivelarsi una leva potente, ma a essere privilegiata dovrà essere la relazione e non la speculazione”, ha aggiunto Pompili.

Dal canto suo Conte, parlando con alcuni cittadini presenti (anche se in molti non hanno voluto partecipare alla commemorazione), ha detto che il decreto semplificazioni servirà ad accelerare ma che “il processo di ricostruzione è lungo e complesso” nonostante le leggi più favorevoli.

“Il Recovery Fund potrà dare un contributo per integrare le risorse già stanziate”, ha aggiunto in un altro commento il presidente del Consiglio, che non ha potuto evitare l’incontro diretto con i cittadini dell’Appennino che gli chiedono risposte e non più parole.

Una signora, infatti, all’arrivo di Conte nel prato dove si è celebrata la funzione religiosa, ad alta voce ha detto al premier:

Siamo amareggiati, ci sono solo promesse, solo promesse”. E Conte, avvicinatosi alla signora, le ha detto che ne avrebbero riparlato dopo la cerimonia “a casa sua”.

Papa Francesco non aspetta l’anniversario

Questa mattina papa Francesco ha ricordato con un tweet l’anniversario del terremoto del Centro Italia del 24 agosto 2016, ma anche ieri aveva ricordato il tragico evento durante l’Angelus.

Non solo, durante l’omelia mons. Pompili rivela che ieri mattina il Papa lo aveva chiamato al cellulare per dirgli di portare i suoi saluti ai fedeli di Amatrice e di Accumoli. Ed ha anche ricordato che qualche mese fa “fece fare la spesa in una delle nostre realtà dell’agroalimentare dovendo andare a far visita ad una comunità di giovani”.

“Il Papa, insomma, è tra quelli che non aspettano l’anniversario per ricordarsi del terremoto. Ma lo fa discretamente e con continuità”, ha proseguito Pompili durante l’omelia, alla presenza delle autorità di governo e politiche dell’Italia, in diretta nazionale.

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