22:26 21 Settembre 2020
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Marco Carrara, di Albino, non vedeva la sua famiglia dal 31 marzo, giorno in cui è entrato all'ospedale Giovanni XX. Il ritorno a casa solo il 20 agosto, dopo la negativizzazione. Era stato dimesso dall'ospedale il 24 luglio.

E' finita la lunga e difficile odissea di Marco Carrara, 43 anni di Albino, la cui vicenda è stata raccontata sulle pagine dell'Eco di Bergamo. Dopo 115 giorni di ricovero e 27 di quarantena, Marco è finalmente potuto tornare a casa e riabbracciare la sua famiglia, vittorioso nella lotta contro il COVID-19. 

La storia di Marco Carrara inizia il 31 marzo, quando fa ingresso all'ospedale Giovanni XXIII di Bergamo. La diagnosi terribile è quella di COVID-19, che solo pochi giorni prima gli ha portato via il papà. Inizia la via crucis di Marco, ricoverato in ospedale per un mese e mezzo, poi trasferito alla clinica San Francesco, ma costretto a rientrare al Giovanni XXIII a causa di un peggioramento delle condizioni. 

L'8 giugno viene spostato alla Fondazione Piccinelli di Scanzorosciate, dove inizia il percorso di riabilitazione, a cui sono costretti a sottoporsi molti pazienti ex-covid dopo la terapia intensiva. Viene dimesso dopo un mese e mezzo, il 24 luglio, ma non può ancora tornare a casa: nonostante la guarigione è ancora positivo. 

Marco deve quindi passare un periodo in isolamento finché non si negativizzerà. Si trasferisce nella casa del padre, da solo, in quarantena. Solo il 28esimo tampone dà finalmente l'esito sperato: il 20 agosto Marco è finalmente negativo al Sars-Cov-2 e può tornare a casa a riabbracciare i suoi cari. 

 

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Coronavirus, Italia
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