18:20 29 Settembre 2020
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Un pastore evangelico nigeriano è stato arrestato a Torino per violenze domestiche nei confronti della propria moglie. L'uomo era già noto alla polizia per reati di rapina, droga e sfruttamento della prostituzione. Alla polizia la donna ha raccontato che il marito s’intascava anche parte delle offerte dei fedeli.

Gli agenti del commissariato Dora Vanchiglia hanno arrestato con l’accusa di maltrattamenti un pastore della chiesa cristiana evangelica "Montagna di Fuoco", di Torino, per reati di violenza domestica nei confronti della moglie. Riporta la notizia il quotidiano La Stampa.

L'uomo, 44 anni, era già noto alla polizia per reati di rapina, droga e sfruttamento della prostituzione, ed è stato bloccato mentre inseguiva la moglie all’interno del loro alloggio. L’uomo, assistito dall’avvocato Basilio Foti, è finito in carcere. Sottoposto a perquisizione, gli agenti del commissariato gli hanno trovano addosso circa 4mila euro, e altri 3mila nascosti in un armadio.

"Mi ha picchiata violentemente con pugni sulla testa ed ha cercato di strangolarmi. Da anni vivo nel terrore. Lui ha iniziato a picchiarmi dopo il matrimonio, nel 2007. Mi ha tenuto nascosto che era senza documenti. Così l’ho aiutato a regolarizzarsi. Poi ho saputo che era finito in prigione, e che era anche stato denunciato dalla sua ex fidanzata. Poi ho scoperto che aveva una seconda moglie in Nigeria" ha spiegato agli investigatori del commissariato, diretto da Alice Rolando, la donna.

La moglie, anch'essa nigeriana e impiegata come domestica, ha inoltre comunicato agli agenti che l'uomo, oltre a picchiare la donna e i figli, tratteneva parte delle offerte della chiesa di cui era pastore.

Il periodo di pandemia ha causato l'aumento degli episodi di violenza domestica, provocati dal lockdown obbligatorio. In questo scenario Polizia di Stato e Telefono Rosa si sono attrezzati per stare vicino alle vittime di violenza anche attraverso un miglioramento dell'applicazione contro il bullismo YouPol.

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