00:44 28 Settembre 2020
Italia
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Una famiglia di origine africana ha denunciato attraverso Facebook un'episodio di razzismo subito domenica in una pizzeria di Rimini.

La famiglia residente ad Imola ha denunciato pubblicamente su Facebook la vicenda accaduta loro domenica in una pizzeria di Rimini, per la quale è stato presentato un esposto ai Carabinieri di Imola.

"Un episodio surreale alle soglie del 2021, un cameriere che chiede 'Scusa Benito'" ha scritto la famiglia su Facebook nel raccontare l'accaduto. 

Secondo quanto raccontato dalla donna che ha fatto l'esposto, la famiglia si trovava riunita nella pizzeria di Rimini per festeggiare un compleanno. Dopo aver ricevuto l'ordine il cameriere si sarebbe girato rivolgendosi verso un quadro con un mezzo busto di Benito Mussolini alla parete, avrebbe fatto il saluto romano e avrebbe detto "Scusa Benito".

Dapprima increduli, i presenti hanno poi realizzato quanto accaduto e tra una donna presente alla tavolata ed i camerieri sarebbe nata anche una discussione finita sui social della sorella.

Il fatto è stato denunciato ai Carabinieri di Imola, ma sulle indagini procederanno per competenza territoriale i colleghi di Rimini.

Il video denuncia di Adjisam Mbengue

La donna che ha denunciato l'accaduto ai Carabinieri ha fatto poi girare un video tramite Facebook in cui spiegava la vicenda.

"La sera decidiamo di andare a mangiare una pizza in un locale dove avevamo già prenotato, eravamo una quindicina. Arriva quello che penso sia il proprietario, un signore di mezza età, 45-55 anni, prende le ordinazioni poi si gira verso un quadro con Mussolini a braccio teso e dice: scusa Benito. Io a questo punto vi chiedo, da cittadina, se queste cose sono normali. Mia sorella si è messa a sbraitare ma non abbiamo voluto andare oltre perché eravamo con cinque bambini" afferma Mbengue, 36enne di origini senegalesi ma che vive a Imola dove ha quattro figli e lavora per una multinazionale.

La replica del locale: "Siamo persone aperte: accettiamo anche i cani"

"Non era un quadro ma una cassetta con dentro il vino di Mussolini di quelle che si comprano a Predappio, la usavamo per tener ferma una finestra, poi l’abbiamo tolta, visto che dava fastidio. Ma non c’è stato nessun saluto romano, siamo pronti a presentare delle denunce per diffamazione. Noi siamo soltanto dei lavoratori, abbiamo un pubblico molto ampio, teniamo il menù in sette lingue compreso l’arabo. Siamo persone aperte: accettiamo anche i cani" ha replicato il proprietario del locale.

Agli inizi di luglio un politico finì al centro di una bufera per un post su Facebook nel quale difendeva la libertà del pensiero razzista.

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