20:12 29 Settembre 2020
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Una alta percentuale dei casi di Covid-19 fatti registrare dai tamponi effettuati nelle ultime settimane sono dovuti a importazioni dai viaggi vacanza di rientro. La scuola a settembre riapre.

Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli parla pacato ma molto chiaro, abbiamo ancora margine per evitare che i contagi risalgano come nei primi drammatici mesi di quest’anno, ma tutto dipende da noi cittadini.

“O seguiamo le regole o rischiamo di dover chiudere altre attività” dopo aver imposto il lockdown delle discoteche che parte da oggi 17 agosto.

Le discoteche sono state sacrificate nonostante “l’impatto economico”, ma avremmo rischiato di “trovarci presto in una situazione più allarmante”, dice Locatelli intervistato dal Corriere della Sera.

E comunque ci tiene a precisare che la maggioranza dei nuovi casi di Covid-19 fatti registrare in queste ultime settimane sono da attribuire a contagi di rientro dalle vacanze all’estero.

In base alla regione, spiega Locatelli, “il 25-40% dei casi sono stati importati da concittadini tornati da viaggi o da stranieri residenti in Italia”, mentre ai migranti presenti nei centri di accoglienza si può attribuire “non oltre il 3-5%” dei casi di positività e comunque, spiega Locatelli, spesso “si infettano nei centri di accoglienza dove è più difficile mantenere le misure sanitarie adeguate”.

Riapertura della scuola a tutti i costi

Il direttore del Consiglio Superiore di Sanità parla anche della riapertura delle scuole a settembre e le parole non sembrano lasciare dubbi “è fuori discussione” che non si riapra a settembre, perché “il Cts ritiene prioritario poter garantire il distanziamento all’interno degli istituti impiegando le mascherine solo se necessario, in situazioni eccezionali e per brevi periodi”.

A settembre si torna a scuola, qualsiasi sia la situazione e al massimo si chiuderanno singole classi o plessi scolastici dice Locatelli.

Deve essere compito del Ministero dell’Istruzione sondare e trovare tutte le soluzioni percorribili, per evitare di “scaricare le responsabilità sui presidi” aggiunge.

Il futuro della pandemia in Italia

Se Locatelli da un lato non stigmatizza i giovani e dice anzi che il rischio di infettarsi per loro è uguale a quello di chiunque altro, è vero anche che determinati comportamenti non hanno giovato. Ma la “colpa” Locatelli la attribuisce anche ai messaggi sbagliati che sono stati lanciati negli ultimi mesi, anche “da una parte della comunità scientifica” che ha detto che il Covid-19 era “ormai alle spalle”.

I numeri lo smentiscono afferma al Corriere della Sera e il futuro della pandemia in Italia è nelle mani di ciascun cittadino, “dipende da noi”.

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