23:27 25 Febbraio 2021
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Lamorgese presenta i dati sulla sicurezza pubblica della prima metà d'anno, segnata inevitabilmente dal lockdown. In calo i reati contro il patrimonio, cresciuti i femminicidi.

I mesi di chiusura in casa hanno drasticamente diminuito i reati contro il patrimonio, ed i traffici illegali condotti dalle criminalità organizzate. Anche per loro è stato un periodo di perdita insomma. Ma i reati informatici sono aumentati a dismisura portando all’attenzione (finalmente) dell’opinione pubblica di un problema molto serio, che riguarda i reati informatici e che possono colpire tutti come di recente ha dimostrato il caso di Twitter negli USA.

Ma il lockdown in Italia, ha detto il ministro dell’Interno Lamorgese che questa mattina ha presieduto il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica da Milano, la chiusura in casa ha arrecato un grave danno alle donne e ai bambini già precedentemente vittime di violenza tra le mura domestiche.

Donne e bambini si sono ritrovati per mesi a contatto stretto e obbligato 24 ore con 24 con il loro orco, con il loro violentatore, con l’uomo che diceva di amarle, ma che in realtà ha trasformato la loro vita in un inferno in terra.

I femminicidi registrati dalle forze dell’ordine sono stati 149 fino ad oggi e di questi 58 durante i mesi del lockdown. In aumento del 33% i provvedimenti di allontanamento da parte dell’autorità giudiziaria, a significare quanto questo problema sia rilevante nella società italiana.

Rischio ordine pubblico

A settembre – ottobre, con la fine delle vacanze estive, l’intelligence teme rischi per la tenuta sociale e l’ordine pubblico.

Sono infatti in aumento gli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali (+5%) rispetto al 2019 e sono aumentati anche gli atti intimidatori via web contro i giornalisti (+51%).

I dati del lockdown

20 milioni gli italiani controllati durante il lockdown (1 su 3) e 460mila quelli denunciati per aver violato una delle disposizioni imposte dal governo o per altri reati.

In totale le forze dell’ordine hanno beccato 1.177 persone che hanno violato l’obbligo di quarantena: tutti sono stati denunciati.

Preoccupano le mafie

A preoccupare sono le mafie, che dopo il lockdown hanno “fame” di attività imprenditoriali in difficoltà.

Le mafie hanno capitali freschi da “investire” per riciclare e il rischio che possano infettare ulteriormente il tessuto economico nazionale è palese.

Il fondo di solidarietà per le vittime del racket ha funzionato anche durante il lockdown distribuendo 24 milioni di euro.

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