11:30 19 Settembre 2020
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In un post su Facebook, il deputato del M5S sospeso per aver incassato il bonus di 600 Euro, dà la sua versione della vicenda, che definisce "una triste leggerezza".

"Eccomi qua, sono pronto a metterci la faccia e ad assumermi le mie responsabilità, ma anche a mettervi in guardia da chi vi sta gettando fumo negli occhi".

Così inizia l'intervento su Facebook di Marco Rizzone del M5S, uno dei cinque parlamentari che hanno incassato il bonus di 600 Euro per le partita IVA erogato dall'INPS per fronteggiare la crisi economica causata dal coronavirus.

Un post in cui Rizzone si scaglia contro populismo, fumo negli occhi gettato ai cittadini e tiro al piccione ai suoi danni. 

"Partiamo dai fatti: se avessi voluto intascarmi dei soldi non mi sarei di certo tagliato più di 40 mila euro del mio stipendio da parlamentare, che invece ho donato (insieme ai colleghi del M5S) per varie cause (...) Non ha minimamente senso rinunciare a tali somme e poi pensare di arricchirsi con i 600€ di indennizzo forfettario INPS: pensateci... è evidente che le cose sono andate diversamente...", spiega Rizzone. 

Il parlamentare afferma perentoriamente di non dare la colpa al commercialista come hanno fatto altri colleghi e sottolinea la necessità di andare a fondo ad altre "questioni morali", tra cui la stesura stessa del decreto, l'evasione fiscale, l'operato del governo accusato di far troppo ricorso allo strumento della fiducia. 

"Concludo rivolgendomi a tutti quegli italiani che si sono sentiti in qualche modo delusi da me: non sono come mi hanno dipinto e lo dimostrerò battendomi perché la grande farsa portata avanti da tempo da alcuni soggetti politici finisca presto, nel vostro interesse e nell’interesse del Paese tutto, perché chi pensa di ingannare il popolo con la caccia alle streghe e il populismo facile non ha capito che i cittadini sono più svegli di quanto si pensi", il finale dell'intervento.

Rizzone è uno dei cinque parlamentari che hanno usufruito del bonus dell'INPS. Un fatto definito "vergognoso" da uno dei leader del suo partito, il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio. 

Come Di Maio, indignati anche i cittadini, che ne hanno chiesto a gran voce i nomi attraverso una campagna su Twitter. 

Formalmente, i parlamentari avevano tutti la facoltà di chiedere il bonus, tanto che, come ha affermato anche il presidente dell'INPS Pasquale Tridico, di cui Giorgia Meloni ha chiesto le dimissioni, si tratta di un problema non giuridico ma etico

Oltre a Rizzone, sospesi per la vicenda anche i parlamentari leghisti Dara e Morelli. 

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