22:27 19 Settembre 2020
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Lo sfogo del presidente dell'Inps, dopo esser finito nell'occhio del ciclone per la vicenda di parlamentari e politici che hanno usufruito del bonus per partite Iva e autonomi.

Il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, difende l'operato dell'Istituto di previdenza nazionale da lui diretto, lambito dallo scandalo dei furbetti del bonus, quei 5 parlamentare e circa 2.000 amministratori, tra consiglieri regionali e comunali, governatori e sindaci, che hanno usufruito in maniera inappropriata del bonus da 600 euro che il governo aveva stanziato nel decreto Cura Italia, per imprese e partite Iva danneggiate dal lockdown. 

"Va detto che non ci sono violazioni di legge. Questo, dunque, non è un problema giuridico, ma semmai un problema etico-morale. In genere le due cose dovrebbero coincidere, ma da noi non sempre funziona così". Queste le parole di Tridico ai suoi collaboratori, riportate dal quotidiano La Stampa. 

"Immagino - prosegue - che nei prossimi giorni il Parlamento mi chiederà un audit su questo, e io sono pronto a fornire tutte le informazioni che mi saranno richieste".

Dal lavoro della Direzione centrale antifrode, anticorruzione e trasparenza dell'Inps, istituita proprio da Tridico per vigilare sui possibili casi di frode tra i percettori dei sussidi per il Covid, è emersa una lista di oltre 2.000 partite iva che hanno fatto richiesta del bonus pur ricoprendo cariche politiche, in parlamento o nelle amministrazioni locali. 

Nella documentazione dell'Inps si rilevano enormi differenze sulla situazione reddituale dei richiedenti, alcuni dei quali ricevono indennità superiori ai 5.000 euro al mese.

Tuttavia la loro situazione reddituale non è in conflitto con i requisiti per accedere ai sussidi specifici, pertanto la questione resta meramente etica, osserva il presidente dell'Inps. 

I requisiti per il bonus, infatti, non prevedono distinzioni per cariche elettive e nemmeno incompatibilità con i livelli di reddito, ma contengono solo un divieto cumulativo tra bonus e altri tipi di sussidi, quali reddito di cittadinanza o reddito di emergenza o sussidi di disoccupazione o assegni di invalidità. 

"La norma andrebbe cambiata", afferma Tridico, rispedendo la palla al parlamento. Un nodo non semplice in quanto l'Isee, un indicatore storico basato sul reddito passato, non è fedele alla situazione reddituale contingente. Intanto in parlamento è caccia a chi ha percepito il bonus. 

Sarebbero 5 parlamentari, tre della Lega, uno del M5S e uno di Italia viva. Ma solo tre di questi l'avrebbero realmente percepito. 

Sulla lista dei politici che hanno avuto accesso al bonus pur non avendone bisogno resta il riserbo per la legge sulla tutela dei dati personali, che alcuni parlamentari hanno chiesto di togliere in quanto in conflitto con il principio di trasparenza.

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INPS, Parlamento, Italia
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