00:39 24 Ottobre 2020
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Secondo quanto si apprende da fonti del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, è in corso l’analisi tecnica di una proposta progettuale ricevuta dal Mit sul tunnel fra la Calabria e la Sicilia. L'idea, ipotizzata in precedenza dal premier Conte, era quella di realizzare una struttura leggera ed ecosostenibile e nel caso anche sottomarina.

E' ora in corso l’analisi tecnica del Mit sull'attualità di un progetto riguardo un tunnel sotto lo stretto di Messina, si apprende da fonti interne al ministero. Il progetto per il tunnel sotto lo stretto di Messina è quello già presentato a metà giugno 2017 dall'ingegnere Giovanni Saccà, dirigente del gruppo Fs e presidente della commissione Infrastrutture dell'ordine degli ingegneri della Lombardia.

L'ipotesi si fonda, dal punto di vista geormorfologico, sull'esistenza, nello Stretto, della Sella tra Villa San Giovanni e la Contrada Arcieri di Messina.

Progetto del tunnel sotto allo stretto di Messina

"E' una zona poco profonda che indica una continuità montuosa tra l’Aspromonte in Calabria e i Peloritani in Sicilia [...] (la Sella dello Stretto, ndr) è a una profondità di 170 metri ed è larga 2 km. Scendendo a 50 metri si può scavare un tunnel subalveo impiegando strutture offshore, piloni GBS (Gravity-Based Structure) inseriti su un terreno che qui si trova solo a circa 100 m sotto il livello del mare" afferma Saccà riguardo il progetto.

Il tunnel costituirebbe quindi un prolungamento del contratto di programma che riguarda la galleria Gioia Tauro-Villa San Giovanni. Per quanto riguarda i tempi di realizzazione e ai costi, il tunnel verrebbe realizzato in circa 5 anni con un esborso di 1,5 miliardi di euro. Il progetto solo tunnel, rispetto al ponte a campata unica di 3.300 metri, prevede "una riduzione consistente degli espropri, un minore impatto ambientale" rispetto al ponte a campata unica di 3.300 metri, approvato dal Cipe, minori costi di gestione e manutenzione e di manutenzione ordinaria e straordinaria; minore dipendenza da condizioni meteorologiche".

Contrario il presidente dell'Ordine degli ingegneri: non bisogna buttare all'aria "venti anni di studi di fattibilità"

"Mio papà si rivolterebbe nella tomba perché ha fatto più di venti anni di lavoro sulle varie analisi di fattibilità dell'attraversamento dello Stretto di Messina. Si è parlato di ponte a più campate, ponte a campata unica, tunnel sotterraneo e tunnel sommerso, cosiddetto di Archimede" E' l'opinione data in un'intervista all'Agi da Bruno Finzi, presidente dell'ordine ingegneri di Milano in merito all'idea di un tunnel sullo Stretto di Messina.

"(Ci sono stati, ndr) venti anni di studio molto accurato che sono poi finiti nel determinare che la soluzione migliore era quella del ponte a campata unica, anche perché non dimentichiamo che la Sicilia e la Calabria si staccano di tre centimetri all'anno. C'è una faglia sismica importante che li separa" ha aggiunto Finzi.

Architetti: tunnel o ponte, l'importante è trovare una soluzione

"Al momento una posizione ufficiale degli architetti non c'è perché l'idea è stata lanciata ieri e non c'è stato il tempo di un confronto. Posso dire che riteniamo assolutamente necessaria una infrastruttura di collegamento con la Sicilia, che sia un ponte o un tunnel sottomarino. Sarebbe di grandissima importanza per lo sviluppo del Sud, per far arrivare l'Alta velocità ferroviaria sull'isola" ha affermato Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.

Agli inizi di luglio il governo aveva messo in cantiere un nuovo studio di fattibilità per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.

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