14:18 27 Ottobre 2020
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Il comitato tecnico-scientifico definì la chiusura "coerente con la situazione epidemiologica". Palazzo Chigi adesso dovrà decidere se togliere la riservatezza e inviare il documento al Copasir.

La chiusura totale decisa dal governo, per contenere la diffusione dei contagi, avrebbe avuto l'avallo del comitato scientifico. Lo rivela il Corriere della Sera, citando un documento riservato contenente una relazione dell'Istituto Superiore della Sanità sull'aumento dei contagi.

Adesso Palazzo Chigi dovrà decidere se togliere il sigillo al documento e inviarlo al Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica e in seguito alle Camere. 

Nel verbale, datato il 10 marzo, gli scienziati avrebbero sottolineato la necessità di “rallentare la diffusione dei contagi per diminuire l’impatto assistenziale sul Servizio sanitario nazionale oppure diluirlo nel tempo”.

Poi il passaggio cruciale  sulla decisione del governo "di estendere la chiusura a tutto il territorio nazionale: le misure adottate sono coerenti con il quadro epidemiologico configuratosi. Inoltre potrebbero venirsi a creare situazioni locali in cui possano essere necessarie ulteriori misure di contenimento”.

Passaggio che è di fatto un via libera alla decisione del premier Giuseppe Conte di estendere la zona arancione a tutto il territorio nazionale, anziché chiudere specifici territori con una maggiore presenza di focolai. 

La gestione dell'emergenza

Nell'ambito della verifica in corso sulla gestione dell'emergenza e la scelta di imporre la chiusura totale del Paese, sono stati desecretati i documenti del comitato tecnico-scientifico. Il 3 marzo, dopo l'imposizione della zona rossa a Codogno, Casalpusterlengo e altri 11 paesi, i consulenti scientifici del governo avevano chiesto la chiusura di Alzano e Nembro, per via dell'impennata di contagi. Le amministrazioni locali e il governo, però, prendevano tempo.

Il 7 marzo, con una relazione, il cts chiede due misure differenziate: una di chiusura totale per la Lombardia e altri territori con maggior diffusione, una per il resto d'Italia. Conte annuncia le due misure nella notte di domenica 8 marzo, ma una fuga di notizie aveva scatenato un vero e proprio esodo per il sud, con stazioni, treni e bus presi d'assalto. In seguito a questa fuga incontrollata, la sera dell'8 marzo, il premier annuncia la decisione di estendere la chiusura a tutta la nazione.

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Giuseppe Conte, Coronavirus, Italia
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