23:59 23 Ottobre 2020
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L'ex Ministro della Salute commenta con un post su Facebook: "Sentenza che evidenzia che i figli non sono proprietà dei genitori". Le critiche sui social.

Beatrice Lorenzin, già tre volte Ministro della Salute, commenta una sentenza destinata a dividere, quella che ha tolto la patria potestà a una mamma No Vax, il cui figlio è stato affidato al padre che lo ha sottoposto a un primo ciclo di vaccini. 

"Questa sentenza esemplare evidenzia ancora una volta che i figli non sono proprietà dei genitori ma come riconosciuto dalla Carta del Fanciullo sono titolari di propri diritti incomprimibili e il giudice in un ordinamento moderno e avanzato tutela l’inviolabilità dei diritti in capo al bambino anche di fronte ai genitori", ha commentato l'esponente del PD.

La Lorenzin ha ribadito l'importanza delle vaccinazioni, non solo perché siamo nell'attesa di quella che scongiuri finalmente la pandemia, ma anche perché queste debellano anche altre infezioni.

"Come dimostra la storia delle vaccinazioni nel paese bisogna continuare a tenere alta la sorveglianza e continuare con efficaci campagne per la vaccinazione di massa", ha aggiunto l'ex ministro, ribadendo l'importanza del fatto che nelle nuove generazioni non si perda la consapevolezza dell'importanza di questa pratica. 

Sentenza destinata a dividere, si diceva in apertura, così come lo sono le dichiarazioni della Lorenzin.

Non su Twitter, però, dove gli utenti si schierano in maniera pressoché compatta contro di lei. 

Visto che i figli non sono di proprietà dei genitori, c'è chi polemicamente chiede allo Stato di riavere i soldi spesi per farli crescere.

​C'è chi giudica l'uscita della Lorenzin addirittura come figlia di una "cultura mortifera".

​Secondo un utente non c'era neanche bisogno di intervenire poiché la scelta della mamma non avrebbe messo in pericolo il bambino (che effettivamente è il 'destinatario' della sentenza, non contro la madre ma a sua tutela).

​Qualche timida lancia viene spezzata non tanto a favore dell'ex ministro quanto a quello della necessità della vaccinazione in sé.

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