22:27 21 Settembre 2020
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Luigi Di Maio commenta i primi risultati della pressione esercitata sulla Tunisia, che ha portato all'arresto di 10 capi delle organizzazioni dediti alla tratta di esseri umani.

“Questo è ciò che ci differenzia dalle urla e dagli slogan di qualcun altro: il dialogo e la scelta di politiche concrete. La soluzione non risiede nella propaganda o nella discriminazione del prossimo, ma nella pianificazione e nella programmazione.”

Sono le parole scritte dal Ministro degli esteri Luigi Di Maio a proposito dello sbarco incontrollato di migranti economici provenienti dalla Tunisia che nelle ultime settimane sono aumentati in maniera esponenziale lungo le coste italiane. Sono infatti centinaia i tunisini giunti con sbarchi autonomi sul territorio nazionale.

“Negli ultimi tre giorni sono diminuiti in maniera drastica gli sbarchi dalla Tunisia. Questo coincide anche con la notizia dell’arresto di 10 trafficanti di esseri umani, considerati i capi delle organizzazioni tunisine che trasportavano in maniera clandestina le persone”, scrive ancora Di Maio.

Nonostante questo risultato, il ministro è consapevole del fatto che ci sono altri fattori che riducono la traversata del Mediterraneo, tra cui le condizioni meteorologiche non favorevoli degli ultimi giorni.

Siamo intervenuti parlando con la Tunisia

“Si era registrato un problema, siamo intervenuti con chiarezza con le autorità tunisine per far presenti le nostre aspettative.

L’incremento dei pattugliatori a Sfax e la visita del presidente della Repubblica Saied, che ringrazio, sono stati segnali molto importanti, che l’Italia ha apprezzato.”

Scrive ancora Di Maio ringraziando quindi le autorità tunisine per aver reagito alle richieste dell’Italia.

Lo stesso Di Maio aveva esortato le autorità tunisine a intervenire, facendo capire che non avrebbero ricevuto fondi economici a sostegno dell’economia locale. Sono infatti attesi in Tunisia 6,5 milioni di euro dalla Cooperazione internazionale che per ora restano sospesi e in attesa, ufficialmente, di un progetto più ampio di collaborazione internazionale.

Tuttavia è stato lo stesso ministro a chiedere il blocco dello stanziamento proprio in questi giorni e l’associazione con il massiccio sbarco di tunisini sulle coste di Lampedusa è stato quindi inevitabile.

Difendere i propri confini

“Sono dell’idea che uno Stato come l’Italia non debba mai aver paura di difendere i propri confini, specie in un momento come questo, con una crisi pandemica ancora in corso. Davanti alla nostra sicurezza nazionale, non contano le ideologie o i colori politici, conta la testa”, ha concluso il ministro Di Maio.

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Migranti, Luigi Di Maio, Tunisia
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