04:22 29 Novembre 2020
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Ricorre il sesto anniversario dell'embargo della Russia ai prodotti provenienti dall'Ue e dall'Italia a seguito delle sanzioni Ue alla Federazione Russa. L'agroalimentare italiano ha perso 1,2 miliardi di euro.

Secondo un recente studio divulgato da Coldiretti, le sanzioni alla Federazione Russa sono costate all’Italia 1,2 miliardi di euro in mancate esportazioni nei 6 anni di vigenza del blocco.

Tutto partì dalla decisione dell’Unione Europea di appoggiare gli USA per le sanzioni alla Russia in riferimento al conflitto in Ucraina. Come conseguenza di tale presa di posizione dell’Ue, la Russia impose un embargo ai prodotti provenienti dall’Ue, e di riflesso anche a quelli del comparto agroalimentare italiano.

“Si tratta di un costo sempre più insostenibile per l’Italia e per le nostre esportazioni in un momento già drammatico a causa dell’emergenza coronavirus ma anche delle guerre commerciali, tra i nuovi dazi annunciati dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e le tensioni legate alla Brexit”, a dirlo è il presidente di Coldiretti Ettore Prandini che si fa portavoce di una linea diversa.

Secondo Prandini “occorre impiegare tutte le energie diplomatiche per superare inutili conflitti e difendere un settore strategico per il Paese e l’Ue danneggiato da dispute commerciali che nulla hanno a che vedere con il comparto agricolo”.

Il paradosso dei dazi USA

Coldiretti si fa portavoce anche di un paradosso che riguarda i dazi USA applicati all’UE a causa della disputa sugli aiuti al settore aeronautico che hanno riguardato Boeing e Airbus.

“Paradossale che l’Italia si ritrovi nel mirino proprio dello storico alleato, con pesanti ipoteche sul nostro export negli Usa”, scrive Coldiretti in riferimento alla nuova lista di prodotti agroalimentari che gli Stati Uniti hanno stilato lo scorso 26 luglio e in cui i prodotti italiani rischiano dazi fino al 100% del loro valore.

Tali dazi potrebbero colpire i 2/3 “delle spedizioni agroalimentari totali con gli Usa”, fa notare ancora Coldiretti.

Il falso Made in Italy

A guadagnarci, scrive Coldiretti, è il “falso Made in Italy” che copre sia in Russia che negli USA le fette di mercato lasciate libere dalle restrizioni e limitazioni imposte ai prodotti italiani.

Ecco che i Paesi non coinvolti dagli embarghi e dai dazi come la Bielorussia e la Svizzera sono diventati la patria del nuovo falso Made in Italy agroalimentare. Ma anche Paesi come l’Argentina e il Brasile ne hanno approfittato per produrre e vendere prodotti che simulano quelli italiani.

La ristorazione italiana in Russia

Secondo Coldiretti un ulteriore danno potrebbe essere arrecato alla “ristorazione italiana in Russia che, dopo una rapida esplosione, rischia di essere frenata per la mancanza degli ingredienti principali”.

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Tags:
Coldiretti, Russia-UE, Italia, Prodotti sotto embargo, Rimozione dell'embargo, Embargo alimentare
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