21:48 19 Settembre 2020
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Cassino è storicamente la Città di San Benedetto, ora però due parroci propongono di eleggerla a città di Maria. Parte della popolazione insorge e scoppia la diatriba. Ma c’è una ragione. Meno effimera di quanto possa in un primo momento apparire.

I due parroci di Cassino hanno proposto a Vescovo e Sindaco di assegnare il patronato della città a Maria Santissima Assunta in Cielo. La proposta, inizialmente accolta dalla Giunta comunale, è stata sospesa a furor di popolo.

Le proteste sono state tali che il sindaco ha dovuto fare marcia indietro e dichiarare:

“Come amministrazione non potevamo non prendere atto del clima di pesante ostilità che si è generato a seguito dell’iniziativa e per questo non potevamo non assumere conseguenti determinazioni – la proclamazione di Cassino a ‘Civitas Mariae’, a questo punto, dato il clima di scontro in atto, sarebbe a nostro avviso un gesto non opportuno e per questo siamo costretti a revocare la precedente delibera”.

La solita effimera italica polemica? Mica tanto. Facciamo un passo indietro e andiamo ad aprire il grande libro della Storia della nostra penisola per capire che, forse in fondo, quando la vox populi insorge, un motivo c’è sempre.

San Benedetto, l’ordine benedettino, Montecassino e la Seconda Guerra Mondiale

Intorno al 540 il monaco Benedetto da Norcia si stabilì sul monte di Montecassino, fondò la famosa abazia e l’ancor più famoso ‘Ordine Benedettino’. Il più rinomato ordine monastico al mondo (il famoso motto ‘Ora et Labora’ – Prega e Lavora). Montecassino è il monastero più antico d’Italia e lì il Santo rimase fino alla morte. Va da sé che già questo basterebbe a capire quanto per la popolazione locale la figura di San Benedetto possa essere radicata. Alla figura di San Benedetto, e al suo monastero, simbolo di tutta Cassino, si lega però anche un secondo aspetto importante nella storia dei cassinesi – la Battaglia di Cassino e il bombardamento di Montecassino.

Tra il 17 gennaio e il 18 maggio del 1944, Cassino si trovò proprio sulla linea Gustav, e Montecassino divenne roccaforte di difesa delle truppe tedesche. Gli alleati, bloccati dalla strenua resistenza, per risolvere l’impasse, non trovarono altra soluzione se non quella di radere completamente al suolo Montecassino con l'aviazione, abazia compresa. Fu una carneficina, con perdite enormi anche tra i civili. Quel bombardamento a tappeto, (non rimase veramente nulla di Montecassino), procurò non poche critiche ai comandi anglo-americani.

Quell’abazia, il ricordo di quel tragico episodio e, di conseguenza, il nome di San Benedetto, sono quindi fortemente radicati nel patrimonio culturale dei cassinesi. Certamente, l’immagine di una Maria Santissima che, presume una tradizione popolare ma evidentemente meno radicata, salva il popolo dall’epidemia di colera, è più rassicurante di un Santo che ricorda per altro anche episodi poco edificanti dal punto di vista magari politico.

Però la ‘vox populi’ si è sollevata e, almeno per ora, Cassino rimane la città di San Benedetto, quello dell’Ora et Labora, e dell’abazia rasa al suolo.

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