20:14 19 Settembre 2020
Italia
URL abbreviato
4221
Seguici su

Conte ha fatto il punto su diverse questioni tra cui il prossimo decreto di agosto, la riapertura delle scuole e la ripartenza del Paese dopo la pandemia.

A pochi giorni dalla firma del nuovo Dpcm di agosto, il premier Giuseppe Conte torna a parlare e a difendere l'operato del governo nella gestione della pandemia di Covid-19.

"Sin dall’inizio di questa emergenza - ha spiegato Conte in un'intervista al Corriere della Sera - ho seguito un percorso all’insegna della cautela, ma anche di misure proporzionate a quanto stava accadendo. Sono convinto che questo governo abbia agito bene e dunque non cambio idea".

Per il presidente del Consiglio, che ha rimarcato di non essersi pentito delle scelte fatte finora, il ritorno alla normalità è ormai vicino e il momento delle restrizioni sembra ormai essere alle spalle:

"Per questo dico che adesso è arrivato il momento di non pensare a nuove restrizioni, ma di sostenere una effettiva ripartenza. E se tutti rispetteremo quelle regole ormai minime, ma necessarie, di protezione, insieme riusciremo davvero a tornare alla normalità. Sono sempre stato rigoroso, ma non mi pento di nulla. Quando abbiamo deciso di chiudere dicevano che dovevamo tenere aperto. Quando volevano cominciare ad aprire, ci chiedevano di essere rigidi. Mi sono sempre confrontato con ministri e scienziati e ora ho la percezione che se concederemo qualche apertura faremo bene", ha spiegato.

Sulla riapertura delle scuole

Un concetto ben chiaro in mente per il presidente del Consiglio, ovvero quello di voler evitare ad ogni costo di passare per nuovi lockdown. Ribadito anche per quanto riguarda l'ormai prossima riapertura delle scuole, prevista per il mese di settembre, per la quale secondo Conte il Paese è pronto e ben attrezzato:

"La scuola riparte, non ci sono dubbi. Soltanto una nuova e fortissima impennata di contagi, ma io non voglio nemmeno pensare a questa eventualità. Io lo so che non avremo nuove chiusure, che non rischiamo nuovi lockdown. Lo so perché abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare per questo e su questo ogni giorno. Siamo impegnati come governo, come protezione civile, come comitato tecnico scientifico. Siamo tranquilli perché abbiamo creato una rete sanitaria efficace ed efficiente. Se adesso ci lodano tutti i governi stranieri vuol dire che qualcosa di buono abbiamo fatto. Io tutto questo non voglio sprecarlo", ha sottolineato Conte.

A questo proposito Conte cerca di fare quadrato attorno al ministro della Scuola, Lucia Azzolina, bersagliata in questi mesi per delle scelte ritenute sbagliate da diversi partiti delle opposizioni e più di recente per le modalità di riapertura degli istituti scolastici:

"Ognuno ha una soluzione e ritiene sia quella giusta, ma poi si devono fare i conti con i problemi concreti. Noi abbiamo gestito un’emergenza che non aveva precedenti al mondo. Non voglio negare che ci possano essere stati alcuni errori o sbavature, ma si tratta comunque di aspetti che hanno avuto un impatto minimo. Invece sulla scuola continuo a ribadire che la nostra era una decisione obbligata, non si poteva fare altrimenti. Chi chiedeva di fare in un altro modo ha dovuto fare marcia indietro quando si è reso conto che si metteva a rischio l’incolumità dei nostri ragazzi e che in ogni caso i ragazzi erano veicolo di contagio per i più anziani", ha spiegato Conte.

Far ripartire turismo, fiere e convegni

L'altra priorità, per Giuseppe Conte, è senza dubbio quella di far ripartire il turismo, ma anche eventi importanti per l'economia dell'Italia quali fiere e convegni, sempre nel rispetto delle norme sulla sicurezza:

"Le navi da crociera che devono ricominciare a viaggiare perché il turismo è un pezzo fondamentale della nostra economia sulle fiere e i convegni che dobbiamo far organizzare, perché soltanto in questo modo tutte le attività possono riprendere", ha proseguito Conte.

Frenata sulle discoteche

In conclusione il premier si è soffermato sulla situazione relativa ai luoghi di intrattenimento ed in particolare le discoteche, frenando per quanto riguarda l'eventuale riapertura dei locali al chiuso.

"Sulle discoteche sono molto prudente, sinceramente non mi sembra ancora opportuno concedere il permesso, troppo pericoloso. Si suda, si beve insieme, si sta vicini... Io l’impazienza dei gestori la comprendo, tutto quello che si ferma rischia di essere perduto. So che ci sono famiglie che hanno problemi ad arrivare a fine mese e di questo ci siamo fatti carico, so che la crisi di bar, ristoranti, locali pubblici può influire in maniera pesante. Ma ballare tutti appiccicati come si fa? Questo non è tornare a vivere, è rischiare troppo", ha concluso.

 

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook