23:11 29 Settembre 2020
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Hanno avuto oggi inizio le attività di demolizione dell'edificio che contiene il reattore della centrale nucleare di Latina, a Borgo Sabotino, la prima centrale costruita in Italia. Le operazioni di smantellamento, il cui costo si aggira intorno ai 280 milioni di euro, dureranno 1 anno.

Le operazioni di smantellamento di 600 blocchi in calcestruzzo armato di 2,2 tonnellate ciascuno sono iniziate oggi con la demolizione degli schermi dei generatori di vapore (boiler) dell’edificio reattore della centrale nucleare di Latina. L'operazione è portata avanti dalla società Sogin che si occupa dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e prevede l'abbassamento della centrale nucleare da 53 a 38 metri.

"Gli schermi sono le strutture in calcestruzzo armato che isolavano dall’esterno le condotte superiori di collegamento fra i sei boiler e l’edificio reattore. [...] La tecnica adottata è la demolizione controllata con taglio in quota e la successiva movimentazione a terra dei blocchi sezionati" si legge nel comunicato di Sogin, società responsabile della maxi operazione.

I lavori di questa prima fase si concluderanno nel gennaio 2021 e produrranno un totale di circa 1.200 tonnellate di materiale che, dopo gli opportuni controlli radiometrici, verranno allontanate dal sito e inviate a recupero. Tutta l’operazione di decommissioning, programmata da qui al 2027, ha un valore complessivo di 280 milioni di euro.

"Da oggi in poi parte il piano per aggredire l’edificio esterno della centrale. Abbasseremo parzialmente l’edificio reattore. Resterà la parte che custodisce in sicurezza la grafite fino a che in Italia non entra in esercizio il deposito nazionale", ha spiegato Agostino Rivieccio, responsabile Sogin per la disattivazione della centrale di Latina.

Le operazioni avevano ricevuto l’autorizzazione lo scorso maggio dal ministero dello Sviluppo Economico, su parere dell’Autorità di sicurezza nucleare (Isin) e delle altre istituzioni competenti.

"L'attività sull’impianto di Latina è unica in Italia in quanto questa centrale appartiene alla prima generazione di impianti nucleari con un reattore a gas grafite, GCR-Magnox, differente dagli altri impianti nucleari come Caorso, Garigliano e Trino che sono ad acqua bollente e ad acqua in pressione" ha concluso Rivieccio.

Centrale nucleare di Latina, la prima in Italia

La centrale nucleare di Latina è stata la prima ad essere realizzata in Italia e appartiene alla prima generazione di impianti nucleari con un reattore a gas grafite, GCR-Magnox. Costruita da Eni all'inizio del 1958, dopo appena 5 anni, nel maggio 1963 ha iniziato a produrre energia con una potenza elettrica di 210 MWe che l'ha resa, all'epoca dell'entrata in esercizio, la centrale nucleare più grande d'Europa. È stata fermata nel 1987, all'indomani del referendum. Nella sua vita la centrale ha prodotto complessivamente 26 miliardi di kWh di energia elettrica.

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