19:59 14 Agosto 2020
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Per il governatore del Veneto la situazione è sotto controllo, nonostante i nuovi focolai, provocati che per il "55% delle volte coinvolgono stranieri".

Il Veneto non è più in emergenza, "i contagi sono il lieve risalita, ma sotto controllo" e la per il 70% "i nuovi contagi sono asintomatici. Lo ha detto in un'intervista al Corsera il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, assicurando che non esiste alcuna emergenza clinica per il crollo delle terapie intensive e ricoveri negli ospedali veneti. 

Zaia esprime scetticismo nell'utilizzo del fattore Rt come parametro della situazione dei contagi. “Se si pensa di risolvere i problemi guardando l’Rt mi viene da ridere“ dice, “io vengo dalla campagna e sono pragmatico: guardo le terapie intensive, che indicano l’aggressività del virus, e i ricoveri". "Non ho nulla contro l'Rt" ma "non accetto l'idea meditatica che siamo diventati un lazzaretto". 

Il Veneto è preparato a rispondere ai nuovi contagi ed è la regione che fa più tamponi: "il 25% in più" rispetto alle altre, "con questi numeri è chiaro che emergano più contagi. D'altra parte "oltre il 55% di questi coinvolgono stranieri: Serbia, Moldavia, Romania e Croazia".

E lancia un appello: “c’è una cosa, in verità, che dovrebbe fare l’Oms: stabilire quali sono le aree Schengen sicure a livello sanitario e quali no. E’ fondamentale: oggi subiamo tutto ciò che arriva da fuori“.

Gli sbarchi di migranti positivi

Gli interventi del Viminale per fermare gli sbarchi sono tardivi, "avere focolai, e sapere che ci sono migranti che arrivano da zone in cui il tampone è solo un'opinione, crea una bomba di contagio", rimarca Zaia. 

“E’ sacrosanto aiutare chi scappa dalla morte e dalla fame, ma non chi arriva con il barboncino e lo smartphone. Noi abbiamo l’obbligo di difendere la salute dei cittadini".
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Veneto, Luca Zaia, Coronavirus, Italia
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