03:08 23 Ottobre 2020
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In occasione del quarantesimo anniversario dalla bomba alla stazione di Bologna, il presidente della Repubblica ha sottolineato l'esigenza di riportare la verità alla luce per difendere i principi di libertà e democrazia.

"In occasione del quarantesimo anniversario della strage della stazione, che provocò ottantacinque morti e oltre duecento feriti, desidero – a distanza di pochi giorni dalla mia visita a Bologna e dall’incontro nel luogo dell’attentato – riaffermare la vicinanza, la solidarietà e la partecipazione al dolore dei familiari delle vittime e alla città di Bologna, così gravemente colpiti dall’efferato e criminale gesto terroristico.  Riaffermando, al contempo, il dovere della memoria, l’esigenza di piena verità e giustizia e la necessità di una instancabile opera di difesa dei principi di libertà e democrazia". Queste le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, riportate da una nota ufficiale del Quirinale. 

"Senza verità il Paese non ha futuro", ha detto la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ai familiari delle vittime. "Essere qua, insieme a voi - ha proseguito - oggi è una forte emozione. So che tante parole non servono, il tempo per il dolore non è certamente galantuomo. Voglio essere qui per raccontare come racconterò in piazza fatti concreti, ormai di parole, dopo 40 anni, siamo tutti saturi", ha detto la presidente del Senato.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha ricordato i 40 anni della strage. "Siamo al fianco dei familiari, di chi crede nello Stato, dei magistrati impegnati a squarciare definitivamente il velo che ci separa dalla verità. Lo dobbiamo alle 85 vittime innocenti, lo dobbiamo a noi stessi", ha twittato. 

​Dopo 40 anni lo Stato deve chiedere scusa, ha dichiarato il capo politico reggente del M5S, Vito Crimi. Le scuse dello Stato "sono le uniche parole che hanno una parvenza di decenza", ha sottolineato Crimi.

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Sergio Mattarella, Bologna, Italia
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