20:18 14 Agosto 2020
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Intervenendo in una diretta Facebook, il Ministro degli Esteri afferma che la Tunisia è considerata un paese sicuro dal governo italiano. Per i migranti che cercheranno di entrare in Italia, quindi, è previsto il rimpatrio. Di Maio annuncia il piano di governo.

Il ministero degli Esteri Luigi Di Maio ha affermato che la Tunisia è stata inserita nell'elenco dei paesi sicuri, stilata da un decreto ministeriale emanato lo scorso ottobre. Non si tratta quindi di un paese in guerra e/o dove si è perseguitati e perciò chi sbarca illegalmente sulle coste italiane venendo da lì non deve aspettarsi null'altro che il rimpatrio, non certo il permesso di soggiorno. 

Il ministro ha anche osservato che il numero dei rimpatri è raddoppiato, da 40 a 80 in settimana, ma che comunque bisogna fare di più. 

Ha inoltre specificato che per affrontare il fenomeno serve "un piano concreto, a 360°", un piano "che non prevede urla, slogan e operazioni mediatiche", che tenga conto anche della situazione sanitaria internazionale, ripartito su questi punti: 

  1. non fermare gli sbarchi ma le partenze in accordo col governo tunisino;
  2. nuovo accordo di cooperazione migratoria sul modello di quello italo-albanese degli anni Novanta (affondare, sequestrare e distruggere le imbarcazioni);
  3. rimpatri più veloci attraverso le imbarcazioni;
  4. comunicazione chiara in Tunisia (non ci sono né permessi di soggiorno né regolarizzazione automatica per i cittadini tunisini);
  5. riattivare le redistribuzioni dei migranti tra i paesi dell'Unione Europea;
  6. sospensione dell'erogazione dei fondi di cooperazione e sviluppo alla Tunisia finché il paese non fornisca risposte concrete sul tema.

Sul finire del suo intervento, l'esponente del Movimento 5 Stelle ha ribadito l'amicizia tra i due popoli e la volontà dell'Italia di aiutare chi è in difficoltà, pur sostenendo che ormai si tratta di un flusso ingestibile anche a causa della situazione internazionale indotta dal coronavirus

In precedenza oggi Di Maio ha chiesto lo stop allo stanziamento da 6,5 milioni di euro per la Tunisia come parte degli aiuti sul piano della cooperazione internazionale.

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