14:56 21 Ottobre 2020
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La Corte Costituzionale dichiara illegittimo l'articolo 13 del primo decreto sicurezza voluto da Salvini. Opposto alla tutela della sicurezza negare iscrizione all'anagrafe dei richiedenti asilo.

La Corte Costituzionale dichiara illegittimo l’intero articolo 13 del Dl Sicurezza che riguarda l’esclusione dei richiedenti asilo dall’iscrizione all’anagrafe.

Secondo la Consulta si tratta di un provvedimento irrazionale e discriminatorio. Non solo, la Corte Costituzionale mette nero su bianco quanto segue:

“L’esclusione dei richiedenti asilo dall’iscrizione anagrafica, invece di aumentare il livello di sicurezza pubblica, finisce col limitare le capacità di controllo e di monitoraggio dell’autorità pubblica su persone che soggiornano regolarmente nel territorio statale, anche per lungo tempo, in attesa della decisione sulla loro richiesta di asilo.”

Una bocciatura netta e senza appello dell’intero impianto su cui il decreto era stato poggiato quindi.

“Negare l’iscrizione all’anagrafe a chi dimora abitualmente in Italia significa trattare in modo differenziato e indubbiamente peggiorativo, senza una ragionevole giustificazione, una particolare categoria di stranieri”, scrive ancora la Corte Costituzionale nella sua motivazione con sentenza n. 186.

L’articolo 13 del primo ‘decreto sicurezza’, legge n.113/2018, è quindi illegittimo perché “viola l’articolo 3 della Costituzione sotto due distinti profili”:

“In primo luogo è viziata da irrazionalità intrinseca, in quanto, rendendo problematica la stessa individuazione degli stranieri esclusi dalla registrazione, è incoerente con le finalità del decreto, che mira ad aumentare il livello di sicurezza.”

“In secondo luogo riserva agli stranieri richiedenti asilo un trattamento irragionevolmente differenziato rispetto ad altre categorie di stranieri legalmente soggiornanti nel territorio statale, oltre che ai cittadini italiani. Per la sua portata e per le conseguenze che comporta anche in termini di stigma sociale – di cui è espressione, non solo simbolica, l’impossibilità per i richiedenti asilo di ottenere la carta d’identità – la violazione del principio di uguaglianza enunciato all’articolo 3 della Costituzione assume in questo caso anche la specifica valenza di lesione della «pari dignità sociale».”

 

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Crisi dei migranti, Migranti, Corte Costituzionale
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