10:32 05 Agosto 2020
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Arrivano nuove denunce di violenze subite da parte dei carabinieri della caserma Piacenza Levante. Neanche un bicchiere d'acqua veniva dato a quanti finivano nella caserma delle torture.

Un albanese di 37 anni ha deciso di denunciare la violenza subita il 3 aprile scorso durante una perquisizione a casa sua da parte dei carabinieri della caserma Piacenza Levante, la caserma sequestrata dalla Procura di Piacenza per i gravi reati ascritti a gran parte dei carabinieri che lì lavoravano.

Il 37enne, che possedeva in casa 1,4 chilogrammi di marijuana illegalmente, afferma di essere stato picchiato e che anche i suoi anziani genitori sono stati minacciati.

Una parte della droga che gli è stata sequestrata, afferma, sarebbe stata sottratta dai carabinieri e quindi non dichiarata nel verbale di sequestro.

Il 37enne, per voce del suo avvocato, ha fatto sapere che in quella caserma gli fu negato anche un bicchiere d’acqua.

“Devi soffrire” gli fu detto da quelli che il procuratore di Piacenza non è riuscita a definire carabinieri.

Un altro caso del 2011

L’appuntato “narcos” Montella, anche nel lontano 2011 si sarebbe reso colpevole di un pestaggio con i suoi colleghi di un uomo che stava festeggiando il suo addio al celibato.

Questi ha raccontato che Montella lo tirò fuori dall’auto con violenza, lo ammanettò e lo prese a calci. In caserma il pestaggio durato 15 minuti.

Al processo per direttissima, racconta l’uomo, “i carabinieri arrivarono in tribunale fasciati, sembrava che fossi stato io a picchiarli”, scrive Rainews.

I carabinieri restano in carcere

Dopo gli interrogatori di garanzia, il gip Luca Milani ha convalidato gli arresti ai carabinieri che restano quindi in carcere.

Una decisione presa anche se questi non potranno inquinare le prove perché sono stati tutti sospesi dal servizio e non possono inquinare le prove.

Ma c’è anche un’altra motivazione che ha spinto il giudice per le indagini preliminari a confermare la carcerazione, le discordanti testimonianze rese dagli indagati rispetto a quanto detto dall’appuntato Giuseppe Montella, il carabinieri che sarebbe a capo di tutti i crimini della caserma Piacenza Levante e che la madre ha definito “bravo ragazzo”.

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