18:14 07 Agosto 2020
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Giuseppe Conte spiega alla Camera dei deputati le reali motivazioni che hanno spinto il governo a prolungare lo stato di emergenza fino al 15 ottobre 2020.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte interviene alla Camera dei deputati per giustificare la motivazione che ha portato il Cdm a chiedere la proroga dello stato di emergenza dal 31 luglio al 15 ottobre 2020.

“La proroga è una scelta inevitabile, per certi aspetti obbligata” e “fondata su valutazioni squisitamente tecniche”, afferma Conte in Aula parlando ai deputati.

La scelta è stata quindi dettata da “mere istanze organizzative, operative, non certo perché si vuole fare un uso strumentale per atteggiamento liberticida”, dice ancora Conte riferendosi alle parole di Giorgia Meloni che ieri aveva accusato il governo di una scelta liberticida decidendo di prolungare lo stato di emergenza sanitaria fino al 15 di ottobre prossimi.

L’intento del Governo, spiega Conte, non è quello di “reprimere il dissenso o ridurre la popolazione in uno stato di soggezione.”

Il presidente del Consiglio qualifica come “affermazioni gravi” e che “non hanno nessuna corrispondenza nella realtà” quelle che sono state rivolte al suo governo in merito a questa decisione.

Non confondiamo la popolazione

Conte dice che la sua presenza in aula è volta a favorire il dibattito politico sull’argomento, ma chiede anche che “se non si condivide la necessità di prorogare l’emergenza lo si dica in modo franco al governo ma non si faccia confusione sulla popolazione”.

E questo il presidente del Consiglio lo dice a causa della disinformazione che serpeggia sui social network.

“Oggi sui social c’è qualche cittadino convinto che prorogare lo stato d’emergenza significhi rinnovare il lockdown dal primo agosto. Non è affatto così”.

Cos’è lo stato di emergenza sanitario

Il Consiglio dei ministri istituì lo stato di emergenza sanitaria il 31 gennaio scorso come risposta all’innalzamento della criticità sulla diffusione del nuovo coronavirus. In quel momento l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dichiarò Sars-CoV-2 un virus pericoloso a livello internazionale e non più solo in Cina. Non era ancora pandemia, ma la decisione dell’Oms fece dichiarare all’Italia lo stato di emergenza sanitaria con durata fino al 31 luglio.

L’Italia fu la prima al mondo a farlo.

La proroga dello stato di emergenza, consentirà alle autorità preposte ai controlli negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie e marittime, di continuare a fare i controlli straordinari volte a scongiurare l’arrivo incontrollato di cittadini da Paesi dove il virus non è sotto controllo.

Lo stato di emergenza sanitaria mira anche a rendere immediate le applicazioni di procedure sanitarie nel caso si individuassero nuovi focolai sul territorio nazionale.

Senza lo stato di emergenza sarebbe necessario scrivere e far approvare al Parlamento italiano una o più leggi, con una conseguente dilatazione dei tempi per l’uso di determinati dispositivi sanitari.

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