19:31 31 Ottobre 2020
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Alcuni medici e virologi, primo tra tutti il direttore dell'unità di terapia intensiva del San Raffaele di Milano Zangrillo, hanno criticato l'uso dell'appellativo "negazionisti" con cui questi ultimi sono stati definiti da alcune testate giornalistiche in seguito al convegno tenutosi ieri in Senato.

In seguito al convegno organizzato dal senatore e critico d'arte Vittorio Sgarbi, definito "dei negazionisti" da molte testate giornalistiche, alcuni esperti tra medici, ricercatori e virologi si sono espressi criticando il termine considerato punibile di querela.

"Essere definito negazionista dopo aver visto personalmente ognuno dei circa 1.200 malati curati al San Raffaele, dopo aver lavorato notte e giorno fino al 18 aprile nelle 5 rianimazioni dell'ospedale e dopo aver personalmente trasportato malati gravissimi nel mio reparto, mi porta a considerare gli autori delle accuse quali persone in malafede, che si espongono al rischio di querela per diffamazione" ha dichiarato Alberto Zangrillo.

Quest'ultimo è stato appoggiato da altri membri del settore come Massimo Clementi, virologo dell'ateneo di via Olgettina, e Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova e presidente della Società italiana di terapia antinfettiva (Sita).

"Il medico cura, dice la verità, si preoccupa responsabilmente, infonde coraggio e, se sostenuto dalle evidenze, esprime fiducia e ottimismo. Il medico ha una visione completa della complessa situazione sanitaria, che impone di dare risposte anche alle patologie che non si prevengono con la mascherina e il lavaggio frequente delle mani. Chi continua a scuotere la testa e allargare le braccia di fronte alle evidenze ha evidentemente altri interessi e farà presto una pessima figura" ha concluso Zangrillo.

Clementi: "Sorpreso, ma non più di tanto"

"Ad interpretarle alla lettera le dichiarazioni suonano realmente offensive verso alcuni colleghi che si impegnano scientificamente in questa pandemia quanto lui e forse più. Su che base ha titolo per dire chi può esprimere opinioni di tipo scientifico? C'è chi sta pensando ad un'azione legale. Per me queste parole scivolano via e, come dicevo, non mi sorprendono" si è espresso Clementi nei confronti del collega Massimo Galli che ha commentato in modo negativo la presenza dei colleghi al convegno.

Bassetti: "Sono schifato dalla macchina del fango"

"Sono molto amareggiato dopo tutto il lavoro fatto in corsia contro Covid-19, sentirmi dire che sono un negazionista, dopo aver fatto una relazione di 8 minuti su Covid-19 nella mia realtà. Mi sono limitato a intervenire ad un convegno in Senato e a raccontare in pochi minuti la mia esperienza. E alcune affermazioni fatte in quel congresso non le condivido. Ma sono schifato dalla macchina del fango. Sono un professore universitario, faccio ricerca e non ci sto a farmi dare del negazionista da colleghi che, piuttosto, farebbero bene a leggere i miei lavori su questa malattia. E' negazionista, piuttosto, chi nega il lavoro altrui" ha dichiarato Bassetti.

Quest'ultimo ha poi aggiunto "A questo punto la macchina del fango ha raggiunto livelli inaccettabili. Ci deve essere un pensiero unico nella scienza? Non mi piace un Paese così: la medicina ha bisogno di pluralità e fermento di idee".

Ieri si è tenuto in Senato il convegno "Covid-19 in Italia, tra informazione, scienza e diritti", organizzato dal senatore e critico d'arte Vittorio Sgarbi per elaborare un manifesto della verità riguardo la situazione attuale del Coronavirus in Italia. Al convegno hanno partecipato esperti nel settore insieme al leader della Lega Salvini ed il tenore Andrea Bocelli.

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