02:44 26 Ottobre 2020
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Alcuni cellulari sono stati scovati durante le perquisizioni di alcune celle del carcere di Benevento. I dispositivi, inizialmente rinvenuti grazie ai metal detector presenti in struttura e poi controllati attraverso le radiografie, sono stati rinvenuti nelle parti intime dei detenuti.

Gli agenti della Polizia Penitenziaria dell'istituto carcerario, coordinati dal dirigente Pasquale Colucci, hanno effettuato una perquisizione straordinaria all'interno del penitenziario che ha portato alla scoperta di 18 telefonini nascosti nelle parti intime di alcuni detenuti del reparto di alta sicurezza.

I primi sospetti, emersi attraverso i metal detector presenti in struttura, sono stati confermati attraverso un controllo con le radiografie che hanno portato al ritrovamento dei dispositivi elettronici: si tratta di smartphone e micro cellulari.

"Più volte abbiamo chiesto una fattispecie di reato che preveda una condanna fino a 4 anni di reclusione per l'introduzione e il possesso di telefonini in carcere. Altrettante volte abbiamo chiesto, inutilmente, l'installazione di strumenti atti a schermare le sezioni detentive. E' grave che un illecito così frequente non sia penalmente perseguibile", dicono Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, presidente e segretario regionale dell'Uspp, come si legge nel comunicato rilasciato dal sindacato.

La pratica di infiltrare oggetti in carcere nascondendoli nelle parti intime è molto diffusa tra detenuti e famigliari. Una donna, famigliare di un detenuto, di recente è stata arrestata nel carcere di Avellino: grazie alla collaborazione del cane antidroga, gli agenti della Polizia Penitenziaria scoprirono un involucro contenente 85 grammi di hashish che la donna aveva occultato nelle sue parti intime.

Non solo i detenuti nascono tuttavia i cellulari: agli inizi di giugno un prete fu sorpreso dalla Polizia Penitenziaria con 9 cellulari addosso (otto micro-telefoni ed uno smartphone) mentre si trovava alla casa circondariale di Carinola per celebrare la messa domenicale per i detenuti. Per introdurre i dispositivi nella struttura il sacerdote li aveva nascosti nelle buste di tabacco.

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