18:00 07 Agosto 2020
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Per il primo cittadino, fontana e un altro manufatto distrutti erano diventati un depositi di spazzatura e siringhe se non proprio un nascondiglio per la droga utilizzato dagli spacciatori. "Un gesto contro il degrado" si difende il sindaco.

Il sindaco di Pescara, Carlo Masci, ha impugnato una mazza ed è andato ad abbattere un manufatto e una fontana pubblica della città, perché in stato di degrado. Il primo cittadino ha poi pubblicato due video su Facebook con il commento: "Quando ci vuole ci vuole". 

Si tratta di una vecchia vasca in mattoni in Piazza Martiri Pennesi, usata dagli spacciatori di droga come deposito e dai senzatetto e della fontana di Strada Parco, abbandonata da decenni e inutilizzabile usata come cassonetto dell'immondizia.

L'atto ha scatenato una polemica sul web, e il sindaco si è giustificato attaccando i "soliti ignoti" per aver scatenato una "macchina del fango" sostenendo "che io avrei tolto l’acqua a quanti notte e giorno bivaccano in quel punto". "Li l’acqua non scorreva da decenni, i tubi erano inservibili, arrugginiti e pericolosi", spiega il primo cittadino. L'uso del piccone è solo "simbolico": "il sindaco deve e può farlo quando vi sono di mezzo gli interessi della gente, e continuerò a farne altri".

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