18:26 05 Agosto 2020
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Ha atteso 226 giorni per una visita oculistica ma quando si è presentata in ambulatorio, il medico era assente e le è stato detto di tornare il prossimo anno.

Una donna di 69 anni, dopo aver atteso 226 giorni una visita medica e dopo aver aspettato per quasi due ore nell'ambulatorio medico, è stata rimandata a casa perché proprio lo specialista era assente e il coordinatore le ha negato la visita con un sostituto. Il prossima data fruibile? Il prossimo anno, le è stato detto. 

Questa disavventura kafkiana, raccontata da Repubblica, è avvenuta negli ambulatori di via San Secondo dell'Asl Città di Torino. Complice l'emergenza COVID-19, i tempi di attesa per visite mediche all'interno di ospedali e ambulatori, sono diventati ingestibili. 

Il marito della donna, Antonio Mesiano di 71 anni, sottolinea che addirittura la coppia aveva telefonato all'Asl per il giorno precedente per avere conferma dell'appuntamento dell'indomani. 

"Abbiamo anche telefonato in ambulatorio - racconta il marito - per avere informazioni sulla visita visto i problemi legati al Covid: tutto confermato, nessun rinvio. Mia moglie ha subito un intervento al ginocchio, per cui si muove male, non volevo che uscisse inutilmente vista la difficoltà a camminare".

Così il 22 luglio, alle 15.45, la coppia si presenta all'ambulatorio. Constatata l'assenza di febbre, si accomoda in sala d'attesa, ma dopo aver aspettato per un'ora abbondante, un uomo che si presenta come "il coordinatore", comunica che il medico che deve effettuare la visita è assente, che la visita deve essere rimandata "per l'oculistica non c'è posto almeno sino al prossimo anno". 

Vista la situazione, due dottoresse presenti nella stanza si offrono di visitare la signora, ma il coordinatore si oppone e dice alla donna che deve prendere un nuovo appuntamento. Però può sempre fare reclamo. 

E così è. La donna si rivolge a Federconsumatori, che ha presentato un reclamo contro l'Asl. 

"Le regole prevedono che se la visita non viene garantita in tempi congrui, l'Asl debba fornire una visita di tipo privatistico intramoenia facendo pagare al paziente solo il ticket - spiega il presidente dell'associazione consumatori Piemonte, Giovanni Prezioso - Chiederemo che la signora venga visitata al più presto". 

Federconsumatori ha anche chiesto il risarcimento dei danni. 

 

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ospedale, Torino, Italia
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