07:46 15 Agosto 2020
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L'ex primula rossa del banditismo sardo è irreperibile dal 2 luglio, dopo che la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dei suoi legali

Dopo 21 giorni di irreperibilità la Corte di Appello di Cagliari ha dichiarato Graziano Mesina ufficialmente latitante. Il decreto è stato notificato ai legali del 78enne orgolese questo venerdì. L'ex bandito è ricercato dalla sera del 2 luglio, quando si è allontanato dalla sua casa di Orgosolo in seguito alla conferma della sentenza a 30 anni di carcere per traffico di stupefacenti. Da allora è ricercato in tutta la Barbagia, ma gli inquirenti non escludono una possibile fuga in Corsica o Tunisia.

Grazianeddu, così viene chiamato Graziano Mesina, dopo 40 anni di detenzione, aveva ottenuto la grazia nel 2004 dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Ma il 10 giugno era stato arrestato per traffico internazionale di stupefacenti e condannato a 30 anni. Secondo la Dda di Cagliari era al vertice di due gruppi criminali che operavano in diversi punti della Sardegna per l'approvvigionamento di droga. Nel 2019, decorsi i termini della custodia cautelare, ha ottenuto la scarcerazione. Mesina si è sempre proclamato innocente.

La storia di "Grazianeddu"

L'ex primula rossa del banditismo sardo è stato protagonista di rocambolesche evasioni durante i lunghi anni di detenzione.  La prima, a 14 anni, quando venne arrestato per porto abusivo d'armi. Venne catturato poco dopo, e da allora ha scontato 40 dei suoi 71 anni di vita in carcere. 

La detenzione dell'ultimo "balente" è stata scandita da fughe rocambolesche, come quando si gettò da un treno mentre veniva trasportato al penitenziario di Sassari, nel 1962, oppure quando si allontanò dal carcere, nel 1985, per una fuga d'amore. 

Controverso fu il ruolo di Mesina durante il rapimento del piccolo Farouk Assam, nel 1992. Sostenne di aver fatto da intermediario per la liberazione del bambino, circostanza smentita dagli inquirenti. 

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Sardegna, Italia
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