19:01 05 Agosto 2020
Italia
URL abbreviato
482
Seguici su

Secondo i giudici i boss Giuseppe Graviano e Santo Filipponi furono i mandanti degli attentati calabresi contro i carabinieri in cui, tra il 1993 e il 1994, morirono i brigadieri Antonio Fava e Vincenzo Garofalo e quattro militari rimasero gravemente feriti.

Condannati all'ergastolo dalla Corte d'Assise di Reggio Calabria Giuseppe Graviano e Rocco Santo Filippone per essere stati i mandanti degli attentati calabresi ai carabinieri, il primo per conto di Cosa Nostra e il secondo per quello della 'Ndrangheta.

Previsto anche l'isolamento diurno per 18 anni per i due imputati. 

Altri 18 anni di carcere sono stati comminati a Filippone per l'associazione mafiosa e per entrambi è stata anche decretata la sospensione della patria podestà.

A decretare la morte dei due genti è stato quindi, secondo l'accusa, “un comitato d’affari che comprende al suo interno ‘Ndrangheta, Mafia siciliana, politica collusa, pezzi di istituzioni e pezzi di servizi segreti. I pezzi di un sistema che incredibilmente convergono per rappresentare uno scenario che questa nazione non meritava di vivere né in quegli anni né in anni diversi”.

Durante la requisitoria, il pm ha fatto spesso riferimento al contesto storico in cui sono avvenuti gli omicidi, gli anni delle stragi dal 1992 al 1994. Dopo gli attentati ai poliziotti era stato ordinato da Graviano a Spatuzza, poi diventato collaboratore di giustizia, il cosiddetto 'colpo di grazia', nel quale avrebbero dovuto morire decine di carabinieri, fallito perché si inceppò il telecomando collegato all'esplosivo.

“Non è che la fretta di Graviano per portare a termine il fallito attentato all’Olimpico era legata al fatto che la settimana dopo sarebbe stata annunciata la discesa in campo di Berlusconi?”, ha domandato il procuratore aggiunto Lombardo durante il suo intervento in parte incentrato sul collegamento tra la strategia stragista di Cosa nostra e ‘Ndrangeta e la fondazione di Forza Italia. 

L'accusa ha inoltre ricordato che “Riina aveva coinvolto i calabresi ed i napoletani nella strategia non solo sul versante puramente stragista ma anche in quello politico, che prevedeva il massiccio sostegno elettorale da dare a Forza Italia”, che in cambio - tra le altre cose - si impegnava alla rivisitazione dell’articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario, quello che prevede il carcere duro per associazione mafiosa. 

Secondo alcune intercettazioni, Graviano si è lamentato poiché poi Berlusconi non avrebbe assolto ai patti. 

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook