10:55 05 Agosto 2020
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La mamma di Giuseppe Montella, uno dei carabinieri della caserma di Piacenza Levante, dice che il figlio e tanto un bravo ragazzo. Ma l'accusa non la pensa allo stesso modo.

Giuseppe Montella è il carabiniere di 37 anni della caserma di Piacenza Levante che, secondo la Procura della Repubblica di Piacenza sarebbe il “capo” del gruppo di carabinieri infedeli che avrebbero trasformato una caserma e un luogo istituzionale di difesa dei diritti dei cittadini italiani, in una alcova per escort, in un centro di spaccio e di tortura.

Ora interviene la mamma di Giuseppe Montella, che intervistata da La Stampa afferma che lui è tanto “un bravo ragazzo. E tirano fuori Gomorra” solo “perché veniamo da Napoli. Se Peppe (il suo diminutivo) era di Piacenza non lo dicevano che era di Gomorra”.

La procuratrice della Repubblica di Piacenza, Grazia Pradella, durante la conferenza stampa di presentazione degli esiti d’indagine aveva detto:

“Faccio fatica a definire questi soggetti come carabinieri, perché i loro sono stati comportamenti criminali.”

Cosa dice invece l’accusa, di Giuseppe Montella

Secondo l’accusa Giuseppe Montella, carabiniere, gestiva un traffico di droga con l’aiuto dei colleghi usando la caserma dei Carabinieri come copertura e centro di gestione e organizzazione dello spaccio.

Grazie a questa attività illecita Montella riusciva a comprare una villa da 270 mila euro in provincia di Piacenza, 16 moto di grossa cilindrata, 11 macchine di lusso tra cui una Bmw, una Mercedes, una Porsche Cayenne e una Audi pagata 10mila euro. Degno di un uomo dei narcos più che di Gomorra in effetti.

Al netto del domandarsi come fosse possibile a un carabiniere, che aveva appena il grado di appuntato e quindi uno stipendio mensile non poi così alto, sfuggire ai controlli dell’Agenzia delle Entrate pur potendosi permettere dal 2008 a oggi un numero così impressionante di veicoli a motore di lusso, ci sarebbe da domandarsi come abbiano fatto a restare nell’ombra per ben 12 anni senza che nessuno li scoprisse prima.

In fine, il giornalista de La Stampa che ha intervistato la mamma del Montella, ha raccontato di aver condotto l’intervista nella villetta bifamigliare a Gragnano Trebbiense, con piscina 12 metri per 4 metri, dove il carabiniere e gli altri colleghi arrestati, più amici, hanno svolto la grigliata in pieno lockdown in barba a ogni misura di contenimento della diffusione del nuovo coronavirus previsti dai Dpcm che loro erano chiamati a far rispettare come appartenenti all’Arma dei Carabinieri.

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carabinieri, carabinieri
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