16:41 21 Ottobre 2020
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Oltre al ceppo tedesco già isolato mesi fa, in Italia potrebbe circolare un altro ceppo del nuovo coronavirus non ancora bene identificato ma isolato all'ospedale di Padova e non solo.

Fino a oggi tutti i casi di nuovo coronavirus isolati in Italia e studiati erano legati al famoso ceppo tedesco, perché si presume che da lì sia arrivato in Italia Sars-CoV-2.

Ieri sera, però, durante la trasmissione CartaBianca su Rai 3, il professore Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano, ha rivelato che a Padova è stata isolata una sequenza del nuovo Coronavirus non legata al ceppo tedesco, ma che somiglia vagamente a quella dei coniugi cinesi che furono curati dall’Inmi ad inizio febbraio.

Ospite in collegamento della trasmissione televisiva, vi era anche il governatore della Regione Veneto Luca Zaia, il quale ha chiesto ulteriori informazioni al professore perché direttamente interessato a quanto stava affermando.

Zaia ha detto: “Sapevo della notizia di questa sequenziazione, si riferisce al virus sequenziato allo Zooprofilattico o è un altro paziente?”

Galli ha risposto a Zaia che si tratta di “un paziente del Policlinico di Padova, delle malattie infettive”, aggiungendo: ”È una cosa che confronterei volentieri con lo Zooprofilattico e i colleghi”. Facendo capire che sono due casi distinti e su cui sarebbe utile confrontare i dati.

La sequenziazione del ceppo non tedesco

Galli ha spiegato che la persona che portava dentro di se il Sars-CoV-2 di ceppo non tedesco, è una persona “assolutamente veneta” sia per il nome e cognome che porta, ma anche per la storia personale. Tuttavia il ceppo rinvenuto dentro di lui è vagamente somigliante a quello dei due “famosi coniugi cinesi curati allo Spallanzani”, ha detto Galli.

Il mistero del nuovo Coronavirus in Italia

Il mistero su come il nuovo coronavirus sia giunto in Italia si infittisce. Come noto l’Istituto Superiore di Sanità il mese scorso ha pubblicato i risultati dello studio condotto sulle acque reflue di alcune città del nord Italia, scoprendo che a Milano risultano tracce dell’RNA del virus già a partire dal 18 dicembre 2019.

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