10:07 05 Agosto 2020
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Disarticolata dalla Polizia di Stato una strutturata rete di pedofili italiani che compravano immagini e video da adolescenti che si facevano pagare per determinate prestazioni.

Grazie alla segnalazione di due genitori che vedevano la figlia frequentare determinati social network, la Polizia di Stato ha scoperto una vasta rete di pedofili italiani che coinvolgeva molti minori adolescenti che davano vita a un traffico di immagini e video pedopornografici.

Gli scambi di materiale pedopornografico, riporta l’Adnkronos, avvenivano su di una nota piattaforma di messaggistica.

Il materiale, immagini e video, aveva un listino prezzi che variava in base alla prestazione richiesta.

Le indagini sono state imponenti ed hanno richiesto l’impiego di 100 investigatori del Centro nazionale di protezione dei minori del Servizio polizia postale di Roma, Bari e Foggia.

Gli agenti hanno eseguito anche perquisizioni e sequestri di materiale in 12 regioni italiane e in 17 province. A coordinare le indagini la Procura della Repubblica di Bari e il Tribunale per i minori di Bari.

Operazione ‘Pay to see’

L’operazione ‘Pay to see’ (paga per guardare) ha fatto emergere un sistema consolidato di vendita online di materiale pedopornografico e pornografico autoprodotti dagli adolescenti o da maggiorenni. Questi, sfruttando le malsane tendenze sessuali degli adulti, si facevano pagare per mostrare parti del loro corpo o per girare video. I soldi venivano inviati dai pedofili su conti online.

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