02:22 26 Ottobre 2020
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Fortemente critici l'ex senatore espulso dal M5s Gianluigi Paragone e l'anima sovranista del centrodestra, più positivo il giudizio del presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi.

L'ex senatore pentastellato Gianluigi Paragone, noto per la sua posizione euroscettica, non vede nessun motivo per la soddisfazione del premier Conte sull'accordo raggiunto a Bruxelles sul Recovery Fund, evidenziando che l'assistenza è costituita da meno aiuti e più prestiti, oltre al fatto che i fondi non saranno disponibili nell'immediato.

"Le esultanze di Conte stonano con un accordo tutt'altro che positivo: più prestiti e meno trasferimenti, tempi lunghi e il controllo degli altri Paesi su come gestiremo la nostra fetta (neanche troppo grossa)", ha scritto su Facebook Paragone.

Ancora più duro il giudizio del leader della Lega Matteo Salvini, che senza mezzi termini ha parlato di "fregatura grossa come una casa" intervenendo in una conferenza stampa con il responsabile sull'economia del suo partito Alberto Bagnai.

"Con Alberto Bagnai, vogliamo illustrare i dati di fatto, cioè quanti soldi arriveranno, in quale arco temporale e per fare che cose: e dopo spieghiamo, come Lega, di cosa ci occuperemo e preoccuperemo per evitare una fregatura grossa come una casa che si intravede in fondo al tunnel".

Con un tweet Salvini ha sottolineato che la grossa parte dell'assistenza europea è costituita da prestiti da "restituire fino all'ultimo centesimo" in base a riforme su pensioni, lavoro e sanità.

​Pur riconoscendo che il presidente del Consiglio è "uscito in piedi" dalle lunghe e difficili trattative in Europa sul Recovery Fund, Giorgia Meloni non è soddisfatta dall'accordo raggiunto.

​Nel centrodestra il giudizio più positivo sull'accordo del Recovery Fund è stato espresso da Silvio Berlusconi in un'intervista al Tg5, tuttavia come Giorgia Meloni il Cavaliere ha sottolineato la lunghezza dei tempi per l'erogazione di queste risorse.

"L'ammontare totale dei fondi a nostra disposizione è salito a 208 miliardi e una parte importante di questa somma sono sussidi, a fondo perduto. Ma i fondi saranno disponibili nel secondo trimestre del 2021. Per l'Italia quella di stanotte è una buona notizia, tuttavia il percorso è ancora lungo", ha scritto in un tweet.

​Recovery Fund: l'accordo raggiunto in Europa

Secondo quanto reso noto, il volume totale del Recovery Fund, soprannominato New Generation EU o NGEU, rimarrà al livello della precedente proposta pari a 750 miliardi di euro. I fondi saranno presi in prestito dalla Commissione Europea nei mercati finanziari. Allo stesso tempo il saldo tra sussidi e prestiti nel fondo NGEU cambierà: gli aiuti a fondo perduto scendono da 500 a 390 miliardi di euro, mentre il capitale prestato sale da 250 a 360 miliardi di euro. Secondo il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte "con 209 miliardi l'Italia ha migliorato l'intervento a suo favore rispetto alla proposta originaria della presidente von der Leyen".

Il 70% del Recovery Fund dovrebbe essere utilizzato nel 2021-2022 in base ai criteri della Commissione Europea, un altro 30% nel 2023. Il rimborso del debito paneuropeo nell'ambito di questo fondo deve essere completato entro il 31 dicembre 2058.

Ogni Paese beneficiario del fondo dovrà presentare all'UE un piano per la ripresa dell'economia nazionale con l'aiuto di fondi europei, nonché piani di investimento. I piani nazionali finanziati dall'UE dovranno essere analizzati e ricevere l'approvazione da parte di una maggioranza qualificata dei 27 Stati europei.

Tema:
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Tags:
Economia, Coronavirus, Unione Europea, Italia
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