18:59 05 Agosto 2020
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Giovani donne, minorenni e bambine venivano adescate in una setta per diventare schiave sessuali di un anziano di 77 anni, che si serviva di psicologhe per il lavaggio del cervello delle vittime.

Le sconcertanti confessioni di una bimba non ancora adolescente, rese alla Squadra Mobile di Novara, hanno portato gli inquirenti alla scoperta di una "psico-setta", con base operativa a Novara, il cui fine era la riduzione in schiavitù, anche sessuale, le adepte, di solito giovani donne anche minori di età, attraverso un vero e proprio lavaggio del cervello, che avveniva anche con l'aiuto si psicologhe. 

A capo della setta un anziano di 77 anni, che dominava nel gruppo riducendo a condizioni di vera e propria schiavitù gli appartenenti al gruppo, ridotti alla cieca obbedienza al "dottore", così si faceva chiamare il capo, il cui nome era "impronunciabile" per gli adepti della setta. 

Il "dottore" aveva il controllo assoluto sulle vite dei "fedeli", che fra di loro si chiamavano "bestie", decidendo chi potevano incontrare e quali persone frequentare, a quale facoltà universitaria iscriversi, quale lavoro svolgere. L'obiettivo, di fatto era quello dell'isolamento dal mondo esterno e il controllo totale da parte del "dottore" delle sue vittime.

Le prede del guru della setta erano donne giovani, anche minorenni e bambine, come nel caso della persona che ha sporto denuncia. Le vittime venivano ridotte a schiave sessuali, dopo essere state sottoposte all'azzeramento dell'Io pensante, anche grazie all'aiuto di psicologhe. Attorno alle prede veniva costituito una sorta di "muro" psicologico, al fine di renderle vulnerabili e sottomesse totalmente alla volontà del dottore. Le potenziali adepte della setta venivano scelte tra le famiglie più facoltose della zona.

Numerosi i luoghi del reclutamento, per lo più attività nelle disponibilità della setta, come un centro psicologico, due scuole di danza, una scuola di spada celtica, alcune erboristerie e una casa editrice. Le vittime, una volta cadute nella rete, venivano indottrinate dalle psicologhe e "iniziate" a "pratiche magiche", di fatto prestazioni sessuali, anche estreme e dolorose, necessarie per "annullare l'io pensante", "accendere il fuoco interiore" e penetrare un "mondo magico e segretissimo". L'attività della setta dura da trent'anni.

Questo lo scenario inquietante emerso dopo due anni di indagini coordinate dalla Dda di Torino, culminate la notte scorsa con il blitz della cosiddetta operazione Dioniso, che ha portato a perquisizioni in 26 abitazioni e in 21 locali tra Novara, Milano, e Pavia.

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