08:06 15 Agosto 2020
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I nuovi contagi preoccupano l'assessore regionale che chiede una stretta sui dispositivi di sicurezza per evitare che nuovi focolai possano costringere alla chiusura.

L'assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D'Amato, ha mostrato preoccupazione inseguito a un aumento dei contagi al nuovo coronavirus, con i 17 nuovi positivi di domenica nella Regione. Non è esclusa l'ipotesi che la regione possa chiudere in caso di un aumento dei casi o di nuovi focolai, e D'Amato fa sapere, in un'intervista a Repubblica, che si sta lavorando all'obbligo di mascherina. 

"Stiamo lavorando a un atto di concerto con il governo. Se c’è bisogno di misure più stringenti a Roma, saranno necessarie in tutto il Paese. Abbiamo notato un calo diffuso e generalizzato della tensione", ha detto D'Amato.

A gravare sulla situazione laziale è lo scalo internazionale di Fiumicino e la presenza di stranieri. Dieci dei contagiati hanno infatti dei link con l'estero. Ma preoccupano anche le violazioni del divieto di assembramento, il non utilizzo dei dispositivi di sicurezza, importanti per contenere la diffusione dei contagi sia a lavoro, sia sui mezzi pubblici, sia nei luoghi della movida. Secondo D'Amato "la mascherina va sempre indossata, è l’unica vera arma che abbiamo per non disperdere il grande lavoro che abbiamo fatto fino a questo momento.

"Abbiamo notato - spiega - un calo diffuso e generalizzato della tensione. Osserviamo fenomeni preoccupanti. Da una parte ci sono i giovani. Girano senza mascherine, si ritrovano e si assembrano in piazza la sera e sono un pericolo per loro stessi e per le loro famiglie. Altra questione è quella dei casi di importazione, come quelli della comunità bengalese per cui ci sono ancora delle code. Non dobbiamo abbassare la guardia", ha spiegato l'assessore.

Le notizie che arrivano dalle Asl non sono rassicuranti, D'Amato riferisce che la vendita di farmacie nelle ultime settimane si è ridotta del 40% nonostante i prezzi calmierati. 

"E' assurdo - commenta - Abbiamo passato la fase in cui erano introvabili: ora che ci sono e si possono acquistare a prezzi calmierati non ci sono i volumi di vendita che ci aspettavamo". 

L'assessore ieri aveva ipotizzato la possibilità di una chiusura, in caso di un peggioramento della situazione. "Mascherina o si dovrà richiudere" aveva ammonito, "rischiamo nuovi casi come in Catalogna".

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Roma, Coronavirus, Italia
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