07:09 15 Agosto 2020
Italia
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Sabotato il circuito di microtelecamere piazzate dalla Questura di Torino nel sentiero di Giaglione, per il monitoraggio degli attivisti ambientalisti.

Un'altra notte di tensione ai cancelli del cantiere per l'alta velocità Torino-Lione, presi letteralmente d'assalto dagli abitanti della Valle, che da anni si oppongono al passaggio della rete ferroviaria. Dopo tre giorni di proteste del fine settimana, i No Tav hanno sfidato le autorità e preso d'assedio il cantiere, per la seconda volta il pochi giorni. 

"Non ci sarà mai pace per chi sta devastando i boschi della Clarea, l'assedio al cantiere della vergogna continua: ogni notte è una notte", scrivono in un comunicato sui social, in cui mostrano in un video alcune immagini dell'assedio.

Sabotate pure le telecamere di sorveglianza che la polizia aveva piazzato lungo un sentiero."I dispositivi erano posizionati lungo il sentiero che da Giaglione va in Clarea, ma sono stati rimossi", scrivono gli attivisti, sulla loro pagina Notav.info, denunciando l'appalto a "un’azienda esterna (la Area SPA) per l’installazione di diversi pozzetti con ricetrasmittenti wireless, mobile, telecamere e microfoni nascoste tra i sassi dei muretti e alimentate da batterie di camion e automobili", durante l'emergenza sanitaria.

I disordini con la polizia

Si conclude con 22 denunciati la tre giorni di protesta organizzata dal movimento No Tav in Valsusa. 

I momenti di tensione si sono susseguiti per tutto il week end, sia durante il corteo di venerdì che nella notte tra venerdì e sabato, quando un gruppo formato da una trentina di attivisti si è recato, per i sentieri del Gallo Romano, presso i cancelli del cantiere di Chiomonte per recidere la recinzione e penetrare all'interno dell'area. 

Durante l'operazione si sono verificati intensi confronti con le forze dell'ordine, che hanno risposto alle sassaiole e al lancio di petardi con i lacrimogeni, nel tentativo di dissuadere o disperdere gli attivisti. 

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