19:02 29 Novembre 2020
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Bloccato dal Mef il rinvio a settembre dei versamenti fiscali precedentemente sospesi per la pandemia. Questi dovranno essere pagati dal 20 luglio fino al 31 luglio con 142 scadenze, una vera e propria maratona per il pagamento delle imposte.

Una maratona fiscale che interesserà 4,5 milioni di contribuenti quella che avrà inizio il 20 luglio. Nello specifico sono 142 le scadenze previste fino al 31 luglio per il versamento delle imposte, vista la mancata proroga del Mef per i pagamenti.

La decisione del Mef di non rinviare i pagamenti

Il Mef ha deciso di bocciare la richiesta per un'ulteriore proroga, la quale inciderebbe sull'elaborazione delle previsioni delle imposte autoliquidate della Nota di aggiornamento al Def che, come noto, deve essere presentata al Parlamento entro la fine del mese di settembre. Questa è la spiegazione che ha dato il sottosegretario all'Economia, Alessio Villarosa.

Il Governo aveva già rinviato le scadenze ordinarie del 30 giugno e del 30 luglio con maggiorazione dello 0,4%, rispettivamente al 20 luglio e al 20 agosto, ma un ulteriore slittamento a settembre sarebbe costato alle casse statali oltre 8 miliardi, secondo le previsioni.

Le prime scadenze: quali sono le imposte da versare?

La prima scadenza è il 20 luglio, giornata impegnativa con 51 versamenti previsti. Tra i pagamenti che dovranno effettuati c'è l'Irpef, l'Ires, l'Irap e l'Iva periodica e il saldo 2019 della cedolare secca e il rimo acconto 2020.

Al via anche il pagamento del diritto annuale alla Camera di Commercio, all'imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nel secondo trimestre 2020. E poi versamento delle imposte e contributi previdenziali e assistenziali sulla base della dichiarazione dei redditi per titolari di partita Iva e soci di società.

Entro il 30 luglio sono previsti altri 65 versamenti. E' fissata per il 30 luglio la scadenza del versamento delle imposte dovute sulla base della dichiarazione dei redditi soggetti diversi dai titolari di partita Iva con maggiorazione dello 0,4%. Infine, il 31 altri 26 versamenti.

La reazione dei politici: il centro destra favorevole al rinvio delle scadenze

L'opposizione, con Giorgia Meloni e Matteo Salvini in testa, si schiera con i commercialisti che hanno minacciato lo sciopero per la maratona fiscale che li attende se il Governo non provvederà risposte concrete.

"I commercialisti hanno ragione da vendere e Fratelli d'Italia sostiene la loro protesta. Il no del Governo al rinvio della scadenza fiscale del 20 luglio è una batosta per milioni di lavoratori e Partite Iva che stanno affrontando la crisi economica più difficile dal Dopoguerra ad oggi e che semplicemente non hanno la liquidità per far fronte al pagamento delle imposte preteso dal Governo" scrive la presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni su Facebook.

"Siamo pronti a sostenere con i nostri legali ed esperti la protesta fiscale di partite Iva, lavoratori autonomi  e commercialisti: è una follia costringere milioni di cittadini a pagare le tasse da domani minacciando multe e sanzioni" condivide l'opinione di FdI il leader della Lega Matteo Salvini.

Anche Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ha commentato la decisione del Governo, dichiarando assurda la mancata proroga delle scadenze.

"E' assurdo chiedere a cittadini, imprese, partite Iva, commercianti, artigiani, di fare una corsa a ostacoli - magari facendo debiti, con gli usurai e la malavita pronti a prendere per la gola coloro che sono più in difficoltà - per pagare tutto e subito ad uno Stato che in questi mesi è intervenuto a loro supporto tardi e male. Palazzo Chigi abbia un sussulto di realismo e si adoperi nelle prossime ore per rinviare tutti i pagamenti al prossimo anno" afferma Gelmini in una nota.

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