10:47 05 Agosto 2020
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La polizia di Milano ha denunciato una donna di 72 anni, "nonna Angelica", che si spacciava per funzionaria della Prefettura di Milano e truffava cittadini extracomunitari.

La Squadra Interventi speciali del Reparto Mobile della Polizia locale di Milano ha denunciato una donna, "nonna Angelica", colpevole di truffa, dopo aver scoperto che raggirava i cittadini extracomunitari con la promessa di poter accelerare alcune pratiche riguardanti il rilascio di documenti e permessi di soggiorno in cambio di denaro.

La donna, cittadina italiana di 72 anni, truffatrice con numerosi precedenti per falsi documentali, furto di identità e truffa, si spacciava per funzionaria della Prefettura di Milano e truffava i cittadini extracomunitari, facendosi consegnare soldi e promettendo in cambio di accelerare le pratiche e il rilascio di documenti.

L'indagine è partita dai documenti presentati agli uffici del Comune di Milano da parte di un cittadino senegalese che aveva fatto richiesta per acquisire la cittadinanza italiana. L'autorizzazione prefettizia presentata dall'uomo 36enne risultava però contraffatta. La vittima ha spiegato di essere stato convinto dalla donna a versarle 2mila euro per accelerare la pratica per ottenere la cittadinanza. Di conseguenza la Direzione Centrale Servizi civici del Comune ha avvisato la Polizia locale, che ha avviato le indagini.

Gli agenti hanno in seguito individuato la donna e l'hanno trovata in strada, mentre tentava di raggirare un'altra vittima. La 72enne è stata denunciata a piede libero per truffa. Al momento del fermo, la polizia ha trovato addosso alla donna tre telefoni cellulari intestati a prestanome e la documentazione contabile dei numerosi pagamenti ricevuti dalle sue vittime, tutte straniere, raggirate in vari modi.

Negli ultimi mesi duro è stato l'impegno delle forze dell'ordine per fermare truffatori di diverse nature e settori sparsi in tutta Italia. Agli inizi del mese i Carabinieri di Roma hanno intercettato una banda che raggirava persone anziane simulando un incidente automobilistico lanciando oggetti contro la fiancata delle altre vetture e estorcendo somme sino a 50 mila euro per "risoluzioni amichevoli".

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