21:03 03 Dicembre 2020
Italia
URL abbreviato
410
Seguici su

Di fronte all'emergenza Covid molti italiani, 2 italiani su 3, sceglieranno di passare le proprie vacanze nei borghi alla scoperta di prodotti tipici e tradizioni e lontano dal rischio del sovraffollamento nelle spiagge e nelle località turistiche più battute, lo riferisce un'analisi di Coldiretti.

Due italiani su tre (66%) fanno pausa nei borghi durante l’estate 2020 alla scoperta di prodotti e tradizioni meno conosciuti nei piccoli e numerosi borghi italiani. Questo è ciò che emerge da un'analisi di Coldiretti sulla base di un'indagine di Notosondaggi che evidenzia un nuovo interesse nei confronti dei centri minori.

"Un fenomeno favorito anche dalla diffusione capillare dei piccoli comuni che incrementa la capacità di offrire un patrimonio naturale, paesaggistico, culturale e artistico senza eguali. In Italia i centri sotto i 5mila abitanti sono, infatti, 5.498, quasi il 70% del totale, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, ma vi risiede solo il 16% degli italiani, pari a 9,8 milioni di abitanti, pur rappresentando il 54% dell’intera superficie nazionale. Ma in molte regioni il territorio coperto dai borghi arriva anche al 70%" sottolinea Coldiretti.

Vacanza nei borghi come scelta di turismo sostenibile

"La vacanza nei piccoli borghi, da sempre fortemente caratterizzati dalla presenza dell’agricoltura, rappresenta un esempio di turismo sostenibile prezioso per il sistema Paese che, se adeguatamente valorizzato, può diventare una risorsa strategica per il rilancio economico e occupazionale dopo la crisi causata dall’emergenza sanitaria" afferma il presidente di Coldiretti Ettore Prandini. 

Questo tipo di paesaggio è segnato dalle produzioni agricole, dalle colline ricoperte di vigneti e ulivi secolari, dai casali in pianura alle malghe di montagna. Si tratta di un valore aggiunto non solo ambientale ma che rappresenta anche un elemento di attrazione turistica che identifica il Belpaese all’estero, di cui l’agroalimentare Made in Italy è senza dubbio il fiore all’occhiello.

Nei borghi nasce il 92% dei prodotti tipici

Secondo l’indagine Coldiretti/Symbola il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasce proprio nei piccoli borghi italiani con meno di cinquemila abitanti, un patrimonio conservato nel tempo dalle imprese agricole con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture agricole storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni alimentari.

A garantire l’ospitalità nei piccoli centri è soprattutto una rete composta da 24mila strutture agrituristiche con 253mila posti letto e quasi 442 mila posti a tavola. Come Coldiretti aveva già affermato in una precedente analisi di alcuni giorni fa, gli agriturismi sono i luoghi dove è più facile, nell’estate del covid, garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook