07:39 15 Agosto 2020
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Durante il rito dell'eucarestia una donna avrebbe portato un'ostia in bocca, per poi sputarla di nascosto e conservarla in un fazzolettino.

Don Verich Marozza, viceparroco della chiesa di Santa Maria di La Spezia, lancia l'allarme sulla profanazione di un'ostia, atto che potrebbe essere sintomatico della presenza di sette sataniche nella zona in attività. Una donna di origine caraibiche, sconosciuta dalla comunità parrocchiale, avrebbe partecipato alla messa di venerdì mattina, allo scopo di impossessarsi della particola consacrata, riuscendoci. 

Al momento dell'eucarestia la donna si presenta davanti al prete per ricevere la consacrazione, ma anziché portare l'ostia in bocca, la conserva in un fazzoletto di carta. Davanti all'intimazione del sacerdote, non può far altro che portarla in bocca ma senza inghiottire. Ma successivamente, a messa terminata, uscendo dalla chiesa ripone la particola in borsa e fugge. Inutili le ricerche. 

"Avevo notato – racconta don Verich – una signora mai vista alla messa delle 11. Di solito ci sono una ventina di persone che conosco personalmente. Si aggiungono a volte i parenti di defunti per cui celebro una messa di suffragio, come ieri per Giorgio Mangiacavalli. La signora, sui 40 anni, caraibica o sudamericana, piuttosto prosperosa, era seduta in prima fila. Al momento della distribuzione dell’Eucarestia si è messa in fila con altri fedeli. Arrivato il momento di ricevere la particola sulle mani, come prescritto dalle norme anti Covid-19, ha estratto un fazzolettino di carta e ha tentato di portarla via".

"Ho intimato a voce alta - prosegue - alla donna di mettere subito in bocca l’ostia. Lei, dopo aver abbassato la mascherina lo ha fatto e poi si è rimessa a sedere. Ho capito però che stava cercando di tenere in bocca la particola senza inghiottirla. Ho indugiato nei riti conclusivi proprio per vedere cosa facesse. A fine funzione si è alzata e prima di uscire ha calato la mascherina e col Kleenex ha raccolto il residuo di particola e si è allontanata. La mia collaboratrice ha dato l’allarme, ma la donna si era dileguata".

Per riparare al gesto profanatorio, la comunità parrocchiale si è riunita in preghiera. Dell'episodio il viceparroco ha informato il parroco della chiesa e il vescovo. 

L'ipotesi più paventata è che l'ostia sia stata rubata per essere adoperata durante la celebrazione di riti satanici. Per i membri delle sette le ostie consacrate sarebbero un particolare oggetto di rito e adorazione. 

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