19:06 05 Agosto 2020
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Gli italiani si confermano pessimi lettori, anche durante il lockdown non ne hanno approfittato per leggere, anzi, il 47% ha dichiarato di non avere avuto tempo.

L’emergenza sanitaria e il conseguente lockdown a quanto pare non ha favorito la lettura, tanto che ha provocato un forte calo dei lettori di libri anche più assidui, compresi quelli che leggono più di 12 libri l’anno.

A rivelarlo è la prima indagine Cepell-AIE condotta in collaborazione con Pepe Research, dal titolo “La lettura nei mesi dell’emergenza sanitaria”.

“A maggio del 2020 la percentuale di italiani (15-74 anni) che dichiarava di aver letto negli ultimi 12 mesi almeno un libro (compresi eBook e audiolibri) è in calo di 15 punti percentuali rispetto al marzo dell’anno precedente, attestandosi al 58%”, si apprende dal comunicato stampa pubblicato oggi.

Questi dati, afferma Paola Passarelli direttore generale delle Biblioteche del Ministero per i beni culturali, sono allarmanti e indicano che la lettura è in una situazione critica, anche se la lettura resta indispensabile per la crescita culturale ed economica del Paese.

Comportamenti sociali

“Si tratta di una tendenza che era già in atto prima della pandemia e che va contrastata con misure che incidano sui comportamenti della società nel suo insieme. Mirare ai giovani e alle scuole non basta più. Le famiglie, le imprese, le istituzioni a ogni livello devono essere coinvolte, anche con una rivalutazione della parola scritta nei colloqui di lavoro”, afferma Diego Marani, presidente del Centro per il libro e la lettura.

Cosa hanno “letto” gli italiani durante il lockdown?

Secondo la ricerca gli italiani hanno preferito dedicarsi alle news o ai social network e il 47% ha addirittura dichiarato di non avere avuto tempo, mentre il 35% ha dichiarato che non aveva spazi di silenzio in casa dove potersi rifugiare per leggere.

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