18:02 05 Agosto 2020
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Oltre alla pizza, un altro prodotto napoletano potrebbe rientrare nella lista dei "beni immateriali" patrimonio dell'UNESCO. Il dossier presentato alla commissione italiana dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

Dopo la pizza, anche il caffè napoletano potrebbe rientrare tra i patrimoni dell'UNESCO.

Questo l'obiettivo del dossier 'La cultura del caffè espresso napoletano', presentato alla commissione italiana UNESCO da Vincenzo De Luca, che avvia la procedura di iscrizione della bevanda nella lista del patrimonio culturale immateriale dell'umanità.

“Un passo davvero molto importate per il nostro territorio e la nostra cultura. Il riconoscimento della cultura del caffè espresso napoletano come patrimonio Unesco servirà a tutelare uno dei maggiori simboli di Napoli e della Campania. Il caffè per il nostro territorio non è soltanto una bevanda ma rappresenta una filosofia di vita, non a caso è diventato molto spesso protagonista di canzoni, poesie e film e ha dato vita abitudini sociali, come quella del ‘caffè sospeso’", si legge in un post su Facebook del consigliere della Campania Francesco Emilio Borrelli.

Proprio Borrelli, infatti, sta portando avanti una campagna per includere nel patrimonio UNESCO le più importanti tradizioni agroalimentari. La tradizione a cui si riferisce, quella del 'caffè sospeso', descrive l'usanza napoletana di pagare al bar due caffè, uno per sé e un altro per chiunque ne facesse richiesta. 'Un caffè offerto all'umanità', come amava ripetere uno dei simboli culturali di Napoli, Luciano De Crescenzo. 

A preparare il dossier è stata una equipe di esperti, che ne ha voluto evidenziare proprio il valore culturale al di là della sua indiscussa bontà.

“Il dossier redatto da un gruppo di esperti professori universitari, antropologi e giuristi, sintetizza questa dimensione e racconta il valore identitario della cultura del caffè, per i napoletani, i campani, e tutti gli italiani. Insieme agli elementi alimentari propri di questa tradizione, nel dossier sono stati evidenziati i profili legati allo sviluppo sostenibile, alla tutela dell'ambiente, alla preservazione degli ecosistemi che è strettamente connessa a questa nostra cultura”, si legge in una nota della Regione Campania.

Le ragioni dell'inclusione del caffè espresso nel patrimonio UNESCO erano già state spiegate a Sputnik da Barbara Chiassai, membro del consiglio direttivo del Consorzio di tutela del caffè espresso italiano tradizionale.

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