08:08 15 Agosto 2020
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Oggi sarà decisiva sulla possibile revoca da parte della concessione autostradale ad Autostrade per l'Italia, appartenente al gruppo Atlantia.

Oggi alle 22 il Consiglio dei ministri discuterà il dossier sulla concessione autostradale ad Autostrade per l'Italia. Il gruppo Atlantia, che sabato ha inviato la sua proposta a Palazzo Chigi con l'offerta al Governo per risolvere la questione.

Conte chiede una decisione che "coinvolga tutto il governo" e dice che "se i ponti crollano, bisogna sanzionare i responsabili" assicurando che se si procederà con la revoca il governo ha delle soluzioni.

Dall'altra parte Atlantia auspica che "le decisioni siano basate solo su aspetti giuridici, tecnici, sociali ed economici". Inoltre il gruppo afferma di aver sempre rispettato le istituzioni, come ad esempio quando è stata "sollecitata ad entrare in diverse società così come oggi",

Conte, come annunciato ieri, sembra essere deciso su una linea dura, ma pare abbia delle affinità con quelle del Pd e Iv: centralità dello stato con una possibile futura gestione delle autostrade da parte del Cdp.

Le differenze tra i partiti è che Pd e Iv pensano che le concessioni dovrebbero restare ai Benetton, mentre il M5s vuole la famiglia fuori dalla gestione di Aspi.

Ora se verrà imposta una revoca (o attendere una decadenza del contratto) con il dl Milleproproghe ci sono una serie di conseguenze economiche e politiche da analizzare, che pare siano abbastanza onerose. Contemporaneamente su Aspi, obbligazionisti e dipendenti aleggia lo spettro dell'insolvenza. Infatti in caso di ritiro della concessione l'impatto stimato sarebbe poco meno di 20 miliardi di euro. I mercati, sensibili alla questione, hanno già penalizzato il titolo di Atlantia che in una sola giornata ha perso €1,68 miliardi. 

La lettera e le proposte di Atlantia

In precedenza Atlantia ha inviato una proposta a Palazzo Chigi con l'offerta al Governo per risolvere la questione Autostrade. La proposta dovrebbe prevedere una cifra compresa tra i 2,9 e i 3,4 miliardi per i risarcimenti. A questi si aggiungerebbero altri 7 miliardi per manutenzioni e 13,2 miliardi destinati agli investimenti, con una riduzione della quota dei Benetton del 50%, forse diluendosi in un aumento di capitale. 

7 mila lavoratori e 17 mila risparmiatori

Aspi chiede al governo di ricordarsi che in Aspi vi lavorano 7 mila persone e che i risparmiatori italiani che vi hanno investito, sono 17 mila e tutti piccoli. E di ricordarsi anche dei creditori commerciali e dei fornitori di Aspi.

“Autostrade per l'Italia auspica dunque che le decisioni che verranno assunte siano basate solo ed esclusivamente su aspetti di tipo giuridico, tecnico, sociale ed economico e tengano conto del patrimonio industriale unico rappresentato dalla società e degli interessi dei suoi 7.000 lavoratori, dei 17.000 piccoli risparmiatori - che detengono una quota del debito - e delle migliaia di creditori commerciali e fornitori, che rappresentano una quota assolutamente rilevante del comparto produttivo del Paese”.

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