00:54 28 Ottobre 2020
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Il piccolo pennuto ucciso sabato a ciabattate. Individuato il colpevole. "L’uccisione di un fratino è un reato", afferma Roberto Tinarelli, presidente dell’Associazione Ornitologi dell’Emilia-Romagna.

Sabato scorso a Lido di Spina, a Comacchio (FE), un ragazzo ha ucciso a ciabattate un pulcino di fratino.

Un gesto che non denota solo insensibilità ma che danneggia anche una specie protetta. Il fratino infatti è una specie a rischio di estinzione, di cui rimangono ormai meno di 40 coppie in tutta l'Emilia-Romagna, un decimo di quelle presenti negli anni ’80.

La notizia è stata data da Roberto Tinarelli presidente dell’Associazione Ornitologi dell’Emilia-Romagna (AsOER).

"I fratini del Lido di Spina avevano destato orgoglio e gioia, non solo nei volontari e nelle forze di polizia che se ne occupavano, ma anche tra i bagnini e i bagnanti: ben tre pulcini erano cresciuti ed erano quasi pronti a spiccare il volo. Erano soprannominati 'i bersaglieri' perché continuamente di corsa fra ombrelloni e lettini ed erano ormai una presenza familiare e gradita. Ora sono rimasti due dei tre pulcini", afferma rammaricato Tinarelli.

Il presidente dell'AsOER però controbilancia la cattiva notizia offrendo alcuni spiragli di speranza. Grazie al lockdown, che ha giovato all'ambiente, infatti sono diminuite le presenze turistiche primaverili a Lido di Spina e questo ha permesso nuove nidificazioni per i fratini.

"Per fortuna questo non vanifica tutta la preziosa attività svolta dai Carabinieri Forestali del Reparto Biodiversità, dalla Guardia Costiera di Porto Garibaldi e dalla Polizia Provinciale di Ferrara nella salvaguardia della nidificazione dei fratini e nel coinvolgimento a questo scopo di bagnini e bagnanti. Quest’anno, anche grazie alla minor presenza dei turisti nel periodo primaverile, questa collaborazione ha permesso diverse nidificazioni su tutta la costa comacchiese. Ringrazio le forze di Polizia per quanto hanno fatto", aggiunge Tinarelli.

Il responsabile dell'uccisione, un minorenne, è stato identificato dai Carabinieri Forestali di Comacchio, titolari dell’indagine.

Tinarelli si dice sicuro che sapranno fare giustizia ma più della punizione sarà l'educazione a scongiurare nuovi gesti del genere.

"L’obiettivo di AsOER non è certamente quello di accanirsi contro un minorenne, ma al contrario di informare e coinvolgere il più possibile la popolazione nella tutela di questa specie: non si protegge ciò che non si conosce e che non si ama", le sue parole. 

 

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