15:42 21 Ottobre 2020
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Autostrade per l'Italia rende pubblica la lettera dell'11 luglio con cui ha presentato all'esecutivo l'ultima proposta migliorativa del suo piano. La società chiede di ricordarsi dei 7 mila lavoratori.

Autostrade per l’Italia spa non ci sta a passare per una azienda incapace di ascoltare e di rispondere alle richieste del Governo, così pubblica un comunicato stampa a cui allega il testo integrale della lettera che aveva inviato all’esecutivo in data 11 luglio. Si tratta della lettera con cui Aspi rispondeva alla richiesta di Conte di fare una proposta che il Governo non avrebbe potuto rifiutare.

Una lettera che ufficialmente fa seguito all’incontro svoltosi il giorno 9 luglio presso il Mit, che aveva ad oggetto la “definizione della procedura del presunto grave inadempimento in corso”.

Autostrade per l’Italia nel comunicato precisa che è oltre un anno che dialoga con l’esecutivo e che nel tempo ha formulato “diverse proposte, sempre migliorative, con oltre 10 lettere inviate all'Esecutivo”, specificando che “la missiva dello scorso sabato aderisce alle ultime richieste del governo, a riprova dell'impegno complessivo profuso dalla società verso l'interesse pubblico”.

Conte tuttavia sembra intenzionato a proseguire sulla strada della revoca.

Non aderiamo alla richiesta di manleva

“La società non ha aderito invece alla richiesta di manleva formulata al tavolo a favore della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del MIT e del MEF, a fronte di danni civili che potrebbero essere richiesti da terzi a tali istituzioni per loro eventuali responsabilità come conseguenza del tragico crollo del Viadotto sul Polcevera”, si legge nella nota.

“Con ciò nella prospettiva che ciascuno risponda per le proprie responsabilità, ove fossero accertate, nell'ambito della distinzione dei ruoli tra Concedente e Concessionario”, spiega Aspi.

7 mila lavoratori e 17 mila risparmiatori

Aspi chiede al governo di ricordarsi che in Aspi vi lavorano 7 mila persone e che i risparmiatori italiani che vi hanno investito sono 17 mila e tutti piccoli. E di ricordarsi anche dei creditori commerciali e dei fornitori di Aspi.

“Autostrade per l'Italia auspica dunque che le decisioni che verranno assunte siano basate solo ed esclusivamente su aspetti di tipo giuridico, tecnico, sociale ed economico e tengano conto del patrimonio industriale unico rappresentato dalla società e degli interessi dei suoi 7.000 lavoratori, dei 17.000 piccoli risparmiatori - che detengono una quota del debito - e delle migliaia di creditori commerciali e fornitori, che rappresentano una quota assolutamente rilevante del comparto produttivo del Paese”.

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