03:05 05 Marzo 2021
Italia
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Atlantia ha risposto all'ultimatum del Governo su Autostrade, facendo pervenire la propria offerta a Palazzo Chigi. Ma nella maggioranza c'è indecisione.

Nella serata di ieri è arrivata a Palazzo Chigi la lettera di Atlantia con l'offerta al Governo per risolvere la questione Autostrade.

A quanto si apprende, l'entità della proposta prevedrebbe una cifra compresa tra i 2,9 e i 3,4 milardi di risarcimenti.

Ad essi si andrebbero ad aggiungere altri 7 miliardi di manutenzioni e 13,2 miliardi di investimenti, mentre si vocifera che i Benetton potrebbero scendere anche sotto il 50% con la propria quota partecipativa.

In questo modo è stato rispettato i tempi dell'ultimatum del presidente del Consiglio e del ministro dei Trasporti, che nei giorni scorsi avevano richiesto ad Atlantia di presentare una proposta congrua entro domenica.

La trattativa, che ora vedrà impegnata in prima linea la maggioranza, entra nella sua fase più delicata, e per martedì è prevista una riunione che dovrebbe portare alla decisione definitiva sulla revoca della concessione per Autostrade.

Per il M5S non basta

L'apertura di Benetton a scendere fino al 50%, inimmaginabile fino a poco tempo fa, sembra comunque non soddisfare a pieno il Movimento Cinque Stelle, che vorrebbe invece un'uscita di scena totale per fare posto ad u investitore sostenuto dallo Stato, quale Cdp o il fondo F2i.

In questo senso è intervenuto il presidente della Camera pentastellato, Roberto Fico, il quale si è detto "per la revoca con un piano preciso che riesca a supportarne la gestione":

"Mi interessa però affermare un principio dopo la tragedia del ponte Morandi: è finito il tempo in cui può succedere un disastro e chi ha la concessione di un bene pubblico pensa di farla franca, perché si sente proprietario di quel bene. I beni pubblici vengono affidati, chi sbaglia, va via", ha affermato ancora il politico pentastellato.

L'interesse di Atlantia, ad ogni modo, sembra quello di salvaguardare Aspi ad ogni costo e i Benetton, che a loro volta sono azionisti di riferimento di Atlantia, potrebbero venire incontro all'esecutivo scendendo fino al 30%.

Fondamentale in questo senso potrebbe essere poi un'intesa per il superamento delle norme contenute nel decreto Milleproroghe e che di fatto hanno causato un crollo del rating di Aspi sui mercati, impedendole il finanziamento.

 

   

 

 

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